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SAN GIOVANNI LA PUNTA

La drug room a tempo che consegnava la coca anche nella buca della posta

I "servizi aggiuntivi" offerti dai pusher, marito e moglie, arrestati nel blitz dei Cc “Non solo pane”

Di Laura Distefano |

Una drug room, però a tempo, ma anche take away e delivery a domicilio. Con possibilità di consegna direttamente nella buca delle lettere. Sono i servizi offerti dalla coppia di pusher, marito e moglie, arrestata ieri nell’ambito dell’inchiesta Non solo pane. Angelo Cannavò e Pina Di Mauro, il primo in carcere e la seconda ai domiciliari, avrebbero gestito lo spaccio – tutto a conduzione familiare – cercando di accontentare tutti i palati e i gusti di clienti puntesi e della cintura etnea. «Grazie al lavoro di intercettazioni e quello più tradizionale fatto di pedinamenti e osservazioni dei militari della stazione diSan Giovanni La Punta siamo riusciti a ricostruire il modus operandi dei due coniugi indagati – spiega Riccardo Capodivento , comandante della Compagnia di Gravina – che offrivano agli acquirenti di poter sniffare la cocaina in alcune stanze del loro appartamento, il più delle volte le loro camere da letto. Ma era un servizio a tempo, infatti ci sono volte in cui ai clienti si chiede di fare attenzione e magari non svegliare la figlia che riposava nella stanza accanto».

La casa dei due cinquantenni era anche il luogo deputato per custodire la droga (c’era anche quella nella scatola blu) e anche per prepararla. Compito, quest’ultimo, delegato alla moglie. Che poi riforniva il marito per le consegne: «Me lo dai il coso che ha telefonato alluminio, mentre io ti lascio qua a scuola prendi a loro….». E ancora: «Prendimi i “cosi” subito che me ne vado!».

Il gip Luigi Barone riassume in modo plastico le conversazioni captate: «Cannavò contattava telefonicamente la moglie e la metteva al corrente che da lì a poco nella loro abitazione sarebbe arrivato un cliente. L’analisi di precedenti intercettazioni facevano già presagire che l’acquirente si sarebbe recato a casa loro per consumare della sostanza stupefacente, che Di Mauro avrebbe dovuto preparare». Ma all’occorrenza, marito e moglie avrebbero dato ospitalità anche nella loro auto. «…ma ha pippato in macchina?», chiede Di Mauro . «Alcune volte, poco prima della consegna della cocaina, Cannavò accompagnava la moglie per pochi minuti in luoghi di fortuna, in quanto, oltre a permettere ai consumatori di sniffare la droga dentro la loro abitazione, ciò avveniva pure all’interno dell’autovettura». Un delivery finisce male. I carabinieri sorprendono i due con le mani nella marmellata. Cannavò rimprovera la moglie: «Ma che sei… la buttavi dall’altra parte…».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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