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Mafia, aziende di fiori e caffè e ville super lusso nel “tesoretto” del “ciuraro” a rischio confisca

Salvatore Giuseppe Lombardo, tra i venditori di fiori al cimitero di Catania, è coinvolto in un procedimento di misure di prevenzione emesso lo scorso novembre

Di Laura Distefano |

«È il “supremo” della famiglia Cappello-Carateddu». Un ex soldato del clan, il pentito Carmelo Di Mauro, descrive così Salvatore Giuseppe Lombardo. Salvuccio “u ciuraru” – chiamato così per l’attività di commercio di fiori vicino al cimitero – è un pezzo grosso della mafia catanese. Per un periodo è stato anche ai vertici della famiglia mafiosa. Una questione anche di sangue visto che Lombardo può vantare una parentela – è il cugino – con Turi Cappello, “fondatore” della cosca mafiosa e detenuto a Viterbo al 41 bis. Il boss, condannato in via definitiva nel processo Penelope, è assieme al figlio Salvuccio jr coinvolto in un procedimento di misure di prevenzione emesso lo scorso novembre.

Il tesoretto di aziende di fiori e caffè e ville super lusso al villaggio Ippocampo di Mare è finito nelle mani dello Stato. E rischia di essere confiscato. La decisione sarà presa alla fine del processo che doveva cominciare ieri, ma per un problema di video-collegamento con il carcere dove è recluso Lombardo senior l’udienza è slittata a marzo.

Per la magistratura il patrimonio finito nella rete dell’Anticrimine sarebbe frutto di fondi neri e illeciti. La ricostruzione che fa da fondamento all’inchiesta patrimoniale comincia dalla militanza all’interno dei Cappello di Lombardo. «Risalirebbe ai tempi in cui lo stesso era appena ventenne e permane senza soluzione di continuità fino allo stato di detenzione iniziato nel 2017 ed è ancora in atto, non essendo intervenute cause dimostrative, successive al 2017, di una concreta dissociazione», hanno scritto i giudici. Il narcotrafficante Sebastiano Sardo – detto “occhiolino” – ha rivelato di essere stato convocato dal “ciuraru” per essere rimproverato riguardo a un acquisto di droga dalla famiglia Santapaoliana dei NizzaIl figlio, giovanissimo, invece, fin dall’arresto del padre avrebbe trovato spazio all’interno del clan grazie ai suoi contatti per la “vendita di amnesia” (una nuova tipologia di droga sintetica che si ottiene spruzzando metadone ed eroina sulla marijuana, che provoca una forte dipendenza).

Nel 2021 è finito in manette nel blitz Minecraft, per essere uno dei nuovi capi dei Cappello, e pochi mesi dopo nell’operazione Centauri, per il suo coinvolgimento nella sparatoria di Librino dell’8 agosto 2020. Per entrambe le inchieste è arrivata la condanna in primo grado. Salvatore Giarrizzo, ex vertice degli Scalisi di Adrano, lo ha definito un «grossista nel mercato di amnesia» con interessi «economici anche all’interno dei locali dell’ex Dogana». Ma è il “collega di clan” Carmelo Liistro ad aver parlato delle proprietà di super lusso a Ippocampo di Mare: «Era una villa bella… possedeva anche un parcheggio di fronte, delle stalle, una Mercedes etc … tutti beni che ha comprato grazie al traffico di amnesia».Negli atti del decreto sono state inserite anche alcune intercettazioni dell’inchiesta Minecraft della Squadra Mobile. I poliziotti hanno seguito in diretta la costituzione di un’impresa commerciale nel settore di famiglia e cioè quello della vendita di fiori. Le microspie hanno registrato la voce del fratello di Salvuccio Lombardo jr che discute di operazioni bancarie con il commercialista, finalizzate proprio all’avvio dell’attività che è stata poi sequestrata.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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