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Medicinali introvabili, l'allarme di Federfarma Catania. E partono le segnalazioni a ministero e Regione

Sta diventando difficile sopperire alle carenze, in primis di farmaci antinfiammatori pediatrici a base di ibuprofene

Laura Distefano

06 Gennaio 2023, 11:55

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«Signora provi a vedere se trova l’antibatterico in farmacia». Sono tanti i genitori che in queste settimane si sentono dire dal pediatra frasi come queste.  E purtroppo è anche accaduto a mamme e papà, che non hanno pensato di  fare scorta di medicine, di dover avviare una vera e propria caccia al tesoro per poter trovare il farmaco per curare tosse, febbre o mal di gola dei più piccoli. Una situazione che sta preoccupando diverse famiglie e che sta rendendo complicato anche il lavoro dei farmacisti. 

L’ibuprofene è quasi introvabile. Così come alcuni fluidificanti per l’aerosol. Mancano anche le semplici pastiglie per la tosse.  La carenza di farmaci era già stata evidenziata alcuni mesi fa ma ultimamente è  esplosa.  La situazione è dovuta da una parte alla carenza dei principi attivi più richiesti, per la notevole diffusione delle tipiche malattie stagionali e del Covid - come appunto ibuprofene, paracetamolo e amoxicillina -, e dall’altra anche alle difficoltà nell’approvvigionamento delle materie necessarie al confezionamento di tutti i farmaci e medicinali, come l'alluminio per la chiusura dei blister.

   
«Sta diventando davvero difficile lavorare», ammette a La Sicilia Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Catania . «Abbiamo già fatto precise segnalazioni al Ministero della Salute e alla Regione». 

Per il vertice di Federfarma etnea ci sono anche altre cause dietro questa carenze di medicinali. Ci sono, infatti, diversi fattori che hanno portato a questa situazione, dai problemi di approvvigionamento con le materie  prime alla stangata dei costi energetici. Ma dietro ci sono anche i ritardi nelle consegne dovuti anche a scioperi dei dipendenti di diversi corrieri internazionali. Uno scenario reso ancora più ingarbugliato dal fatto che alcune aziende farmaceutiche hanno deciso di fermare la produzione di  alcuni farmaci. Un esempio? La Pfizer non produce più lo zimox.  «Uno degli antibiotici più venduti e richiesti non è più in commercio», spiega Nicolosi. 

 

 

Le farmacie sarebbero a corto di ibuprofene per un problema a livello europeo di reperimento del   principio attivo. Le case farmaceutiche sarebbero in attesa anche di conoscere il nuovo listino prezzi (visto l’anno dispari, ndr) delle materie prime che in linea con il resto delle risorse sarà quasi sicuramente “al rialzo”.

La nota dell’Aifa - aggiornata al 3 gennaio scorso - sui “farmaci carenti” è formata da oltre 3000 medicine. E nello spazio dedicato alle motivazioni, si legge parecchie volte, per «cessata commercializzazione definitiva». Altrettanto frequente è la causa «problemi produttivi». Così come quelle sulla «fornitura discontinua» e «la distribuzione contingentata».

I farmacisti in diverse occasioni propongono al cliente l’alternativa al “brand” con i generici, ma capita (e anche spesso) che devono combattere con le resistenze e gli insulti  di chi (anche in buona fede) non comprende che si tratta di medicine con lo stesso principio attivo.

 

 

Il quadro, fortunatamente, non è lo stesso nelle strutture ospedaliere. «La carenza si riferisce a farmaci del “primary care”, cioè della fascia A. I farmaci ospedalieri (fascia H) non hanno subito alcuna limitazione nella fornitura», rassicura Filippo Drago, professore di Farmacologia all’Università di Catania e direttore dell’Unità Operativa di Farmacologia Clinica del Policlinico.