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Misterbianco, al posto del consigliere comunale arrestato ci va l'ex portaborse del deputato finito in manette

Matteo Marchese trasvolto dall'inchiesta Mercurio. Al suo posto dovrebbe subentrare Filippo Lombardo

28 Febbraio 2025, 13:21

mistyer

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La surroga di Matteo Marchese c’è, ma il consigliere in pectore, Filippo Lombardo, non si è presentato in Consiglio comunale convocato ieri in seduta straordinaria, proprio per la necessità di ristabilire il plenum dei 22 consiglieri. Lombardo, con 123 preferenze alle Amministrative del 2022, è il primo dei non eletti nella lista “Sicilia Futura”.
A lui toccherebbe la “patata bollente” di subentrare al posto del dimissionario Marchese, arrestato lunedì mattina nel blitz antimafia “Mercurio”. Toccherebbe. E il condizionale è d’obbligo. Perchè Lombardo si è preso del tempo. «Ho ricevuto poco più di 24 ore fa la convocazione - si giustifica Lombardo contattato al telefono da La Sicilia - ma con troppo poco preavviso, per questo ieri ero assente alla seduta e non ho ancora deciso se mi insedierò o meno come consigliere comunale».

Perché (per ora) no?

Questioni personali? Imbarazzo politico-istituzionale? Coincidenze? Lombardo, 30 anni a luglio, con un trascorso da impiegato alla Pfizer e alla Lidl, è stato da ottobre 2022 a novembre 2024 alle dipendenze - con mansioni di assistente e autista nelle trasferte palermitane -di un altro personaggio politico coinvolto nell’inchiesta: il deputato regionale Giuseppe Castiglione. A “raccontare” la parentesi all’Ars c’è una foto - scattata a gennaio 2024 mentre a Sala d’Ercole si discute la Legge di Stabilità - e postata su Facebook. Mentre a testimoniare l’impegno politico, la condivisione della stessa lista autonomista e un rapporto di amicizia ci sono uno scatto che ritrae Lombardo in visita al Parlamento Europeo di Bruxelles e un selfie al Palazzo del Senato di Misterbianco, entrambi con Matteo Marchese.

Ieri, intanto, durante la seduta di consiglio, è stato il sindaco Marco Corsaro ad annunciare che il Comune si costituirà parte civile. «Non ci ha fatto piacere vedere la città - ha detto il primo cittadino - accostata, ancora una volta, a fatti che non ci appartengono. A vicende che non rispecchiano ciò che invece è la nostra comunità. Proprio per questo il Comune si costituirà parte civile nei procedimenti che prenderanno il via dall’inchiesta per il pregiudizio che l’attività della criminalità organizzata emersa dalle indagini ha recato all’immagine e alla credibilità dell’ente. Dai tempi bui dell’ultimo scioglimento per mafia siamo andati avanti. Ci siamo messi alle spalle un passato doloroso, amministrativamente fragile, politicamente fallimentare. Un passato che per fortuna non tornerà. La nostra comunità ha agito nel solo modo che in questi casi è richiesto: con le regole e con il lavoro. La migliore risposta per noi è il buon governo e la crescita della nostra città».

L'ex sindaco tuona

Tuona, infine, l’ex sindaco Nino Di Guardo: «Intervengo perché ho notato il totale silenzio delle istituzioni comunali e parlo da cittadino comune. Nessuno in paese si aspettava queste accuse così gravi per Matteo (Marchese, ndr). Tutti a Misterbianco lo conoscono, essendo un ragazzo di buonissima famiglia, sempre cresciuto nel mondo cattolico e molto attivo nel mondo dell’associazionismo e del sociale. Può stare simpatico o meno quel suo modo di fare, che tanti gli lamentano essere di facciata, ma quello che è sicuro è che tutti in paese siamo caduti dalle nuvole e nessuno inizialmente ha creduto a quella notizia scioccante dell’arresto, che sembrava uno scherzo. È giusto che se ha sbagliato, paghi. Personalmente gli auguro di poter dimostrare la sua innocenza e uscire fuori da questa situazione così grave che certamente sta avvilendo lui e la sua famiglia».