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Catania

«Lo zio mi ha molestato per 10 anni»: esplode l'ira e 16 parenti si prendono a mazzate a Biancavilla

Denunciate dai carabinieri 16 persone, tre sono minorenn

Di Sandra Mazzaglia

Le immagini della violentissima rissa scoppiata in centro a Biancavilla rappresentano in maniera calzante l’escalation di brutalità e sopraffazione che sta investendo le comunità negli ultimi tempi. Episodi del genere sono sempre più all’ordine del giorno. Stavolta è accaduto nel comune etneo dove i protagonisti, per la maggior parte legati da vincoli di parentela, si sono fronteggiati a colpi di mazza da baseball.  

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Tutto sarebbe iniziato per questioni personali. Dalle parole alle mani c’è voluto poco. La disputa in due round è degenerata in una vera e propria rissa fatta di spintoni, schiaffi, calci e pugni, che ha coinvolto alla fine 25 persone, tutte del posto. Il filmato della rissa immortalato dagli impianti di videosorveglianza, è stato visionato dai Carabinieri della stazione di Biancavilla, che dopo accurate indagini hanno riconosciuto gli autori.

I militari nello specifico hanno identificato e denunciato 16 persone, tra le quali tre minorenni, per i reati di rissa aggravata, lesioni personali, minacce gravi e danneggiamento.

Per comprendere meglio i fatti bisogna fare un passo indietro e risalire alla chiamata di aiuto giunta ai Carabinieri dagli addetti alla vigilanza del pronto soccorso dell’ospedale biancavillese a seguito di una maxi rissa. I militari subito intervenuti hanno placato gli animi dei contendenti, alcuni dei quali feriti e sanguinanti, per cercare di risalire, nonostante la loro ritrosia nel fornire informazioni, alle cause che avevano scatenato la rissa.

All’origine della lite pare ci sia stata la confidenza di una ragazza, oggi 22enne, al proprio compagno sulle presunte morbose attenzioni da lei ricevute circa dieci anni prima da parte dello zio, allora 44enne. Immediata “l’attivazione” del giovane che, raggiunta l’abitazione dello zio vicino il presidio ospedaliero, si è scagliato contro di lui prendendolo a pugni, salvo poi allontanarsi come rilevato da una telecamera della zona. 

La reazione dello zio non si è fatta attendere. Quest’ultimo, forte del supporto di altri nipoti, avrebbe raggiunto l’abitazione della controparte nei pressi di Villa delle Favare. Qui tra minacce e richieste di chiarimento, le due fazioni si sono lasciate andare ad una vera e propria disputa senza esclusione di colpi, con l’ausilio di mazze da baseball e manici di scopa, danneggiando anche le autovetture parcheggiate. Anche i tre minori, il più piccolo tra l’altro di soli nove anni, si sono attivamente impegnati nello scontro.

Molti dei partecipanti alla rissa, hanno vicendevolmente inteso sporgere formale querela nei confronti degli “avversari”, ma nulla hanno potuto opporre alla denuncia nei loro confronti per rissa aggravata formulata a loro carico dai Carabinieri.

Questo nuovo episodio deve far riflettere su quanto la violenza sia ormai normalizzata per dirimere questioni personali. Preoccupa la disinvoltura con cui un individuo si armi di bastone in una pubblica piazza per malmenare il prossimo. Dinanzi a fatti del genere occorre una presa di coscienza delle proporzioni del problema che va al di là delle dinamiche criminali ordinarie. 

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