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Catania

Ampliamento Sigonella, così i due ufficiali dell'Aeronautica chiesero a un'azienda dell'editore Ciancio (che rifiutò) una tangente per una iper valutazione dei terreni

Due graduati dell'Aviazione in carcere dopo denuncia della vittima 

Di Redazione

Due ufficiali dell’aviazione militare italiana sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Catania per istigazione alla corruzione nell’ambito della procedura di esproprio di terreni adiacenti alla base militare di Sigonella per un ampliamento finanziato dalla Nato.

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A chiedere una percentuale, compresa tra l’1 e il 3%, sull'eventuale valore aggiunto al fondo dell’azienda agricola Sater srl, secondo l’accusa, sarebbero stati il tenente colonello Matteo Mazzamurro e il luogotenente Giuseppe Laera, in servizio al terzo reparto Genio di Bari. L’inchiesta è stata aperta dalla Procura distrettuale etnea dopo la denuncia di un collaboratore della società, che ha agito su input dell’amministratore unico della Sater, l’editore Mario Ciancio Sanfilippo, che nell’inchiesta è parte lesa.

I due ufficiali, deputati a seguire l’iter amministrativo di tutta la procedura di esproprio di un’area di circa 100 ettari, confinante con la base aerea di Sigonella, secondo la Procura, hanno sollecitato il proprietario del terreno a versare una somma di denaro in contanti. In cambio, emerge da indagini della nucleo Pef delle Fiamme gialle, avrebbe ottenuto: un indennizzo maggiore per l'esproprio del terreno, fino a 35 mila euro per ettaro rispetto ai circa 18mila del valore di mercato; un ampliamento dell’area da espropriare con aumento dei guadagni; e il celere riconoscimento dell’indennità di esproprio, evitando un contenzioso.

«Le indagini - spiega la Procura - hanno consentito di accertare che i due pubblici ufficiali hanno, in più occasioni, richiesto al proprietario del terreno un illecito compenso, stabilito mediante un "tariffario" che prevedeva una percentuale in base all’aumento di valore dell’indennità di esproprio».

L'inchiesta, rivela il procuratore Carmelo Zuccaro, nasce nel momento in cui, «nel maggio 2020, si decide di avviare l’iter dell’espatrio dei terreni per ampliare la base militare Nato di Sigonella». La valutazione non è ritenuta congrua da parte della Sater, che avrebbe avuto il maggiore danno, e propone ricorso al Tar contro il decreto dell’Aeronautica militare e contemporaneamente, come da prassi, presenta una sua proposta all’Amministrazione militare.

«Nell’aprile del 2021 - ricostruisce il procuratore - il luogotenente Laera prende contatti diretti con il collaboratore della Sater, indicando un consulente per fargli avere una valutazione diversa. Dopo tre giorni il collaboratore della Sater si reca dalla Guardia di finanza denunciando questa istigazione alla corruzione».

«Quindi questa indagine - sottolinea il procuratore Zuccaro - parte dal senso del privato contro la "criminalità" della richiesta e dalla volontà di non soggiacervi. E teoricamente era una richiesta che alla società sarebbe convenuta: avrebbe percepito una somma maggiore che sarebbe stata a carico dello Stato. Sappiamo che il collaboratore della Sater ha avuto per la denuncia il consenso dell’amministratore unico della società, Mario Ciancio Sanfilippo».

L'inchiesta, che ha avuto anche «la collaborazione del ministero della Difesa e dell’Aeronautica militare», non è ancora conclusa e ci sono diversi indagati nel fascicolo coordinato anche dall’aggiunto Agata Santonocito e dal sostituto Fabio Regolo. Perquisizioni sono state eseguite nell’abitazione e negli uffici dei due arrestati ed è stato eseguito un decreto di esibizione della documentazione relativa all’esproprio alla Direzione dei lavori e del demanio del ministero della Difesa (GenioDife) a Roma. La Procura di Catania sta verificando anche la posizione di altri proprietari di terreni adiacenti alla base di Sigonella. 

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