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Catania

Caso Pogliese: cosa succede ora a Catania? «Il vice sindaco Bonaccorsi è il male minore»

Tanti gli interrogativi che maggioranza e opposizioni si pongono in questi momenti. escluse al momento le dimissioni del primo cittadino sospeso

Di Giuseppe Bonaccorsi

«Il vicesindaco Bonaccorsi nuovamente  reggente in questo delicato scenario? Sarebbe il male minore...».  Di prima mattina e dopo il vertice serale della maggioranza col sindaco Pogliese, nuovamente sospeso dal prefetto per la legge Severino, adesso il tema comune è attendere, riflettere e perseverare sulla linea tracciata dalla Giunta in carica. E come era accaduto nell'episodio precedente della lunga vicenda Pogliese-Severino forse già questa mattina sarò fatto un provvedimento ad hoc per il ritorno nella stanza del sindaco del vicesindaco Roberto Bonaccorsi, tante volte inviso ai partiti di maggioranza, ma adesso considerato, anche se a denti stretti,  il male minore.

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«La situazione è ingarbugliata - si lascia scappare d prima mattina  un esponente vicino a Pogliese - ormai c'è di mezzo l'elezione regionale e gli equilibri dei partiti. Non è il momento di parlare di dimissioni...che non converrebbero forse neanche alle opposizioni che si troverebbero spiazzate se da qui a giugno si dovesse puntare alle elezioni comunali».

L'imperativo  categorico, quindi, è attendere, non mollare... C'è anche una legge che deve essere fatta in Parlamento, c'è un referendum sulla Severino a maggio. Se Pogliese si dimettesse, tutto andrebbe all'aria. Quindi ecco che si materializza all'orizzonte il male minore: il provvedimento per il passaggio di consegne a Bonaccorsi, una nave sicura in un mare in tempesta.

 

 

Escluso anche al termine del vertice di giunta di ieri sera che qualche partito possa cercare di fare uno sgambetto a Pogliese, magari per tentare di insinuarsi nella partita e scavalcare il vicesindaco. Escluse anche eventuali pressioni affinché Pogliese si dimetta. Non converrebbe a nessuno. Se ad esempio il sindaco decidesse di dimettersi entro il 15 febbraio  oltre a far decadere anche il  consiglio comunale,  arriverebbe un commissario che accompagnerebbe la città verso le elezioni a giugno.

Il tema che avrebbe caratterizzato la riunione di ieri sera  della maggioranza sarebbe stato  questo:  è meglio una amministrazione seppure zoppa che prosegue per la sua strada, anche quella del risanamento dopo il dissesto, oppure l'arrivo di un commissario? Inoltre entro giugno questa situazione potrebbe essere risolta e superata o con una nuova legge o con  il referendum. Per questo, anche se ogni partito mantiene la propria autonomia, l'imperativo in questo momento è fare quadrato intorno a  Pogliese e accettare anche Bonaccorsi per questi pochi mesi sino a giugno, attraverso una scelta  politica che riguarda tutti i partiti, compresi quelli di opposizione che, ovviamente, si troverebbero spiazzati da eventuali dimissioni e costretti a una rincorsa a ostacoli per trovare candidati ideali e forti per la nuova sfida. Quindi appare evidente che nessuno si sente pronto  ad andare a elezioni che andrebbero a incastrarsi o impantanarsi nella lunga e forte campagna elettorale per le regionali.

Un capitolo a parte riguarda gli appetiti dei partiti che restano sempre evidenti. E nella questione Pogliese si insinuano anche le aspirazioni non sopite e rese anche pubbliche nei mesi scorsi. Che farà in questo contesto il duo Sammartino-Sudano che mantengono ancora in consiglio un gruppo che sta all'opposizione pur  essendo logo transitati armi e bagagli nella Lega? E lo scontro sanato tra la Lega e Pogliese per il tema dell'allontanamento dell'ex assessore Alessandro Porto e le conseguenti dimissioni di Fabio Cantarella? E il ritorno in campo di un politico dello spessore di Raffaele Lombardo che certamente, pur dalla finestra, potrebbe fare il grande burattinaio da fine politico e scaltro osservatore qual è? E infine Musumeci, messo già alle strette, potrebbe azzardare un blitz e tentare nuovamente la carta dell'assessore Enrico Trantino per scalzare il vicesindaco Bonaccorsi, come aveva tentato durante la prima sospensione di Pogliese?

 

 

Insomma i malumori che agitano il centrodestra, già sconquassato per il caso Musumeci potrebbero essere superati soltanto dopo le scelte per la città di Palermo e le regionali.  Quindi a Catania meglio accontentarsi per il momento  del male minore, cioè quel Roberto Bonaccorsi, che invece è esperto di finanze e figura fondamentale per proseguire nel risanamento. Un vicesindaco-sindaco pro tempore Bonaccorsi che per il momento ha deciso di spegnere il suo telefonino...

 

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