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Catania

Catania discarica a cielo aperto. Un cittadino: «E' anche colpa dei troppi incivili»

In ogni quartiere, in ogni angolo di strada o in spazi aperti: ovunque cumuli di spazzatura indifferenziata come divani, acquari e vecchi elettrodomestici

Di Donatella Turillo

Discariche a cielo aperto. Una, cento, mille. Ovunque in città. Ogni angolo, ogni spazio all’aperto. Almeno una per quartiere. L’utilizzo di beni di seconda mano è la nuova moda dei nostri anni, segnati da una profonda crisi economica. A Catania si potrebbe reperire, gratis, materiale di uso comune in giro per le strade.  Acquari, esclusivi divani di velluto, giornali più o meno recenti, materiali edili, serbatoi dell'acqua in eternit, materie prime-seconde da recuperare dagli elettrodomestici in disuso, cassette di legno e molto altro è quanto è quotidianamente possibile trovare nelle discariche a cielo aperto della nostra città. Non servono neanche i soldi. Basta fare un giro per riportare in salvo un vecchio mobile da restaurare, una poltrona che possa abbellire un locale vintage, uno specchio démodé e, per i meno schifiltosi, materassi a gogò.

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Riecheggia uno strano ed arbitrario tam-tam, un telefono senza fili, reggerebbe, addirittura, anche un gruppo su wup “Nuove discariche abusive”, atto ad aggiornare chi non ha intenzione di rispettare le norme, gli altri, se stesso e la propria città. Le “operazioni” di scarico materiale e conseguente riempimento del suolo pubblico (o spazio privato, se quest’ultimo è all’aperto), avvengono di notte o alle prime luci dell’alba, quando l’ineducato cittadino, credendosi al sicuro da occhi indiscreti e dal ricevere eventuali denunce e/o sanzioni, svuota indisturbato ogni tipo di materiale creando così una piccola discarica, che diventerà a breve sempre più grande nelle ore buie a seguire. In questa triste immagine della città, capita sempre più spesso, che gli onesti cittadini diventino i controllori del proprio quartiere con le annesse conseguenze.

Come testimonia il signor Raffaele Magnano, abitante in una zona apparentemente residenziale: «Sabato mattina ho sorpreso un signore che cercava di buttare al di là del muretto che costeggia la via Cardinale Nava un sacco di materiale di risulta dalle pulizie; ammonendolo, gli ho ricordato che questo gesto non era consentito. Lui ha cominciato ad offendermi ad alta voce e con tono minaccioso ha negato le sue intenzioni». La lite non è passata inosservata neanche agli abitanti dei palazzi limitrofi. «A quel punto ho preferito allontanarmi per evitare che il tutto potesse degenerare - continua - . E’ stato a quel punto che il tizio in oggetto, pensando di non essere più visto da me, è tornato indietro ed anziché buttare il materiale nella discarica abusiva, così come stava per fare, lo ha gettato nei cassonetti del mio condominio».

Per qualcuno, inspiegabilmente, sembra impossibile adeguarsi alle norme. «Quasi giornalmente - denuncia il cittadino - passa qualche camioncino che scarica spazzatura, probabilmente proveniente dai paesi etnei, nel terreno parallelo alla via, e in modo indisturbato, con grande disinvoltura, inquina e deturpa indisturbato quel tratto di via Cardinale Nava». Non esiste quartiere urbano ed extraurbano che non sia vittima della inciviltà degli stessi abitanti. Sicuramente non si può e non si deve generalizzare ma a nulla valgono gli sforzi del Comune e delle aziende preposte alla raccolta dei rifiuti - con le relative ordinanze, le task force, talvolta le telecamere e i controlli della Polizia Municipale - se la mentalità e l’atteggiamento di alcuni cittadini rimane immutato. Inciviltà. Pura e disarmante noncuranza degli spazi comuni. Un’offesa alla dignità collettiva nonché al bene proprio e del pianeta. E, tornando al gesto del cittadino, si può rischiare la propria incolumità per proteggere e salvaguardare la propria città dall’invasione abusiva dell’immondizia?

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