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Catania

Catania, è polemica per lo sgombero degli homeless: «C'era rischio sanitario». «No, è inumano»

“Sfrattati” ieri mattina dalle tende fra corso Sicilia e piazza della Repubblica circa quindici senza casa

Di Maria Elena Quaiotti

«È stato tolto tutto ciò che non può stare sulla pubblica via, e torneremo anche domani», oggi per chi legge. Questo il commento di Andrea Barresi, assessore alla Polizia locale, dopo l’ennesimo sgombero, avvenuto ieri mattina, di corso Sicilia e piazza della Repubblica, che ha seguito in prima persona. Ciò che «non può stare su pubblica via» sono tende, bivacchi, persone «senza fissa dimora»,  «abbiamo perfino trovato una cassaforte dentro una tenda», ha proseguito l’assessore, e sottolineato «i senza fissa dimora, una quindicina di cui due con cittadinanza italiana, nei giorni scorsi erano stati avvisati, pregati e precettati per andare presso le strutture messe a disposizione, ma alla fine solo una donna ha accettato. Torneranno? Probabilmente sì, ma noi, con la polizia locale e gli operatori della Dusty, saremo presenti per evitare situazioni potenzialmente pericolose, e comunque non igieniche, per loro stessi, per la cittadinanza, per il decoro stesso della città».

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Ieri alle 12, qualche ora dopo lo sgombero, un tentativo di “ritorno” sotto i portici di piazza della Repubblica c’era già stato, un uomo con materassino e sacco a pelo e, va detto, tra l’indifferenza di tutti. Ci sarà pur stato il blitz, saranno state tolte tende e suppellettili, ma la sensazione, arrivando da corso Sicilia (dove tra l’altro all'ingresso della Fiera faceva bella mostra di sé un mucchio di “rifiuti non conformi”) è stata quella, netta, che per ridare lustro a una zona così centrale serva ben altro. 

«Le persone – precisa una nota del Comune – vivevano nella più assoluta precarietà igienico sanitaria insieme a rifiuti, escrementi e anche animali morti con il serio rischio del propagarsi di epidemie. A loro è stato offerto un ricovero nelle strutture di accoglienza per l’emergenza, ma solo una donna, di origini rumene, ha accettato. Nel pomeriggio di giovedì personale dell’Asp 3 aveva effettuato tamponi anti Covid, con esito negativo, e nei giorni precedenti l’unità di soccorso di strada multidisciplinare era già intervenuta, come per situazioni analoghe. Il personale della Dusty, dopo aver fatto raccogliere gli effetti personali alle persone, indossando speciali tute protettive, ha caricato diversi quintali di rifiuti di vario genere sui mezzi della nettezza urbana da conferire in discarica e provveduto a lavare e sanificare l’ampio spazio pedonale». 

«Ma non sono solo qui – ci ha detto un passante notando l’assenza dei senza dimora – anche dietro villa Bellini, ma le sembra giusto?». 

Il comune sentire non dovrebbe accettare che in pieno centro e in una città come Catania continuino a sussistere situazioni di degrado. Che, come ormai la storia ci insegna, sono difficili, se non impossibili da estirpare. Soprattutto se manca, come si evidenzia dagli interventi delle associazioni del “terzo settore”, comunicazione e collaborazione con le istituzioni.

«Gli homeless non sono oggetti di cui disfarsi – hanno tuonato Agata Palazzolo e Giusi Milazzo, rispettivamente Sunia Catania e Sicilia, in una nota destinata all’amministrazione comunale – perché non si garantisce loro un posto sicuro e igienico dove ricoverarsi? Sono stati allontanati dalla strada uomini e donne quasi tutti provenienti da esperienze di vita complesse e travagliate, in grave emergenza abitativa, spesso sfrattati, mentre altri hanno la necessità di un dormitorio e di un centro diurno dove alloggiare in via temporanea». E proprio il Sunia, insieme a Sicet, Uniat, Unione inquilini, Cgil, Cisl e Uil, ha promosso per oggi un presidio unitario in piazza Stesicoro.

 

 

«Il proficuo dialogo fin qui svolto con l’assessore ai servizi sociali Giuseppe Lombardo – ha precisato la Comunità di Sant’Egidio – rende ancor più incomprensibile lo sgombero di oggi (ieri per chi legge) senza aver avvisato nessuna associazione impegnata, mostrando l’incapacità di chi amministra di fornire reali soluzioni. Dove l’assessore Barresi immagina andranno queste persone? Ci aspettiamo una risposta, un chiarimento, chiediamo che l’assessorato alle Politiche sociali convochi presto un nuovo tavolo per riprendere un dialogo costruttivo dove al centro vengano messe le persone».

Più netta la posizione de “I siciliani giovani”, Arbor unità di strada, Arci Catania e Auser Catania: «I senza tetto sono stati trattati come spazzatura, è un atteggiamento inumano», fino a invocare le  «immediate dimissioni dell’assessore Barresi» e definire un «rastrellamento» lo sgombero di ieri mattina, sgomberi che chiedono di sospendere.  «Dov’era – chiedono - l’assessore Giuseppe Lombardo, con delega ai servizi sociali?».

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