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Catania

Catania, posata la prima pietra della nuova cittadella giudiziaria sul waterfront di viale Africa

L'assessore Falcone: «Questo è sicuramente un grande traguardo non soltanto per la città ma per l’intero distretto della Corte d’Appello»

Di Redazione

«Questo è sicuramente un grande traguardo non soltanto per la città di Catania ma per l’intero distretto della Corte d’Appello di Catania. La posa della prima pietra della cittadella giudiziaria rappresenta una grande armonia, una grande rivoluzione, se vogliamo anche urbana, perché riusciamo coniugare il bello all’esigenza giudiziaria». Lo ha detto oggi ai giornalisti in viale Africa l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Marco Falcone, in occasione della posa della prima pietra della cittadella giudiziaria alla quale ha preso parte insieme con il presidente della Regione Nello Musumeci. 

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«Gli uffici giudiziari - ha aggiunto - sono stati per troppo tempo mortificati perché tantissimi e dispersi nella città. Oggi invece li accorpiamo in un’unica struttura che diventerà anche un bell'affaccio sul mare». 

 

Per approfondire:

Catania, ecco come sarà la Cittadella giudiziaria al viale Africa

 

«Quando realizzeremo quest’opera, e noi confidiamo nel giro di trenta mesi che questa struttura possa essere finita - ha concluso Falcone - nel frattempo penseremo ad altre strutture accessorie funzionali all’amministrazione della giustizia. Il governo della Regione si è sostituito in un certo senso all’amministrazione centrale perché, pur non rientrando nella proprie competenze, ha voluto investire in un’opera a cui nessuno più credeva e che oggi finalmente diventa realtà». 

 

 

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, l'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone e il presidente della Corte d'Appello di Catania Filippo Pennisi. Presenti anche il prefetto Maria Carmela Librizzi, gli assessori regionali alla Salute Ruggero Razza e al Turismo Manlio Messina, gli assessori comunali all'Urbanistica Enrico Trantino, ai Lavori pubblici Giuseppe Arcidiacono e al Mare Michele Cristaldi, l'arcivescovo di Catania Luigi Renna, il presidente della Corte d’Appello di Roma Giuseppe Meliadò, parlamentari nazionali e regionali e primi cittadini del territorio metropolitano, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e degli ordini professionali. 

«Il nuovo Palazzo di giustizia di Catania è parte dell'edilizia pubblica di cui si arricchisce la nostra Isola – ha sottolineato il presidente Musumeci - con un impegno progettuale e finanziario da parte della Regione che spesso si sostituisce allo Stato. È un'importante opera pubblica attesa da vent'anni. Siamo contenti di essere arrivati a questa importante tappa, mentre si lavora in ogni città della Sicilia per creare nuovi spazi culturali, nuovi spazi pubblici, ridurre i costi dei fitti passivi e agevolare le esigenze di ogni cittadino. Lo stiamo facendo nel capoluogo etneo con questo intervento, con gli ex ospedali che abbiamo destinato all'Università, all'Accademia di Belle Arti e al Museo dell'Etna o che abbiamo abbattuto perché venga realizzata una nuova piazza, così come lo stiamo facendo a Palermo, ad esempio, con il progetto del nuovo centro direzionale che permetterà di raccogliere in unico sito tutti gli uffici regionali».

 

 

I nuovi uffici giudiziari di Catania saranno realizzati nel lotto dove sorgeva l’ex Palazzo delle poste di viale Africa. 

 

La nuova “cittadella” accoglierà le sezioni di Tribunale civile e Corte d’appello per quanto riguarda Civile e Lavoro; accoglierà, inoltre, le sedi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di finanza, dei Vigili urbani del Comune di Catania. 

 

I progettisti hanno immaginato un ambiente integrato alla città, dotato di spazi pubblici che si coniugano agli spazi destinati alle attività lavorative. Questa relazione tra gli spazi viene sottolineata dalla presenza di una grande piazza aperta sul mare, che non è più solo uno sfondo scenico ma diventa forma e materia in continuo dialogo con lo spazio costruito. 

 

Due volumi sovrapposti, denominati Blocco 1 (tre livelli: 0, 1 e 2) e Blocco 2 (due livelli: 3 e 4), sono interamente dedicati al Tribunale civile e alla Corte d’appello, mentre il terzo, Blocco 3 (due livelli: 0 ed 1), è destinato alle forze dell’ordine. Il Blocco 1 e il Blocco 3, posti a quota della piazza, accolgono le funzioni per le quali è maggiore l’afflusso di pubblico, mentre il Blocco 2, sovrastante la piazza e collegato al Blocco 1, ospita funzioni e spazi più riservati. Saranno previsti anche locali a disposizione per eventuali funzioni commerciali o di ristoro, e due piani dedicati a parcheggio. 

 

L’edificio, come illustrato dai progettisti, parla il linguaggio della sostenibilità e può contare su scelte progettuali che prevedono l’impiego di fonti di energia rinnovabile, recupero delle risorse, uso di materiali riciclati e riciclabili con una scelta improntata sul criterio della durabilità, ottimizzazione dell’illuminazione e ventilazione naturale, con un sensibile risparmio energetico e un elevato comfort.

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