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Catania

Catania, benvenuti tra i "dannati" della Tangenziale: troppi cantieri aperti

Ogni giorno migliaia di persone imboccano l'importante arteria stradale e si ritrovano a dover fare i conti con i cantieri che sembrano interminabili e che provocano lunghe code che non danno scampo

Di Giuseppe Bonaccorsi

Si sono autonominati i “dannati della tangenziale”. Sono quelle migliaia e migliaia di persone, per lo più pendolari, che ogni mattina sono costrette ad alzarsi  almeno un'ora prima rispetto alla tabella di marcia per raggiungere il posto di lavoro. Migliaia di impiegati, medici che vanno dappertutto, ad Augusta, Lentini, al polo Humanitas, addetti dei centri commerciali, che ogni giorno imboccano la tangenziale di Catania e si ritrovano a dover fare i conti con i cantieri che sembrano interminabili e che provocano lunghe code che non danno scampo. 
E purtroppo dovranno dannarsi ancora per molti mesi, perché il rifacimento delle barriere e della segnaletica elettronica nell'ambito di quel programma di lavoro denominato “smart road”, che qualche anno fa venne presentato in pompa magna dall'allora ministro Del Rio, durerà ancora per molti mesi. 

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Il guaio è che però nessuno ha mai pensato di portare avanti il progetto della terza corsia  - che giace ormai impolverato chissà in quale cassetto -  di una arteria che ormai non ce la fa più a soddisfare le esigenze di una popolazione di oltre un milione di abitanti. Una strada che serve da collegamento con la zona orientale sud dell'isola, con Siracusa, Ragusa, che serve una grande zona industriale, piena di imprese, di centri commerciali, dell'Ikea, di un polo oncologico che convoglia ogni anno migliaia di addetti e di pazienti. Per non parlare del più grande aeroporto del sud, quello di Fontanarossa, dal quale ogni giorno partono e arrivano decine di migliaia di persone. ll nodo sta tutto qui, nell'impossibilità per il sud di poter sperare in infrastrutture adeguate, che possano essere all'altezza della situazione e che impediscano alle persone, soprattutto lavoratori, di dannarsi l'anima ogni mattina al minimo intoppo. 
 Insomma ci dobbiamo accontentare di lavori che prevedono l'allargamento delle attuali corsie di poche decine di centimetri e non di una tangenziale che preveda il raddoppio delle corsie, come sarebbe d'obbligo per una grande città. Ridicolo...

Ma non è soltanto la tangenziale ad essere una spina nel fianco di una buona fetta della Sicilia orientale. Basta mettersi in auto da Messina per tastare con mano in che condizioni viarie siamo. La Catania-Messina, autostrada che paghiamo profumatamente, è piena di interruzioni. Poi al casello di S. Gregorio comincia il secondo tempo del calvario. Quattro i cantieri attualmente aperti che costringono gli automobilisti a percorrere le zone interessate quasi a passo d'uomo, dove basta un nonnulla per creare le file e il blocco del traffico. Dall'Anas fanno sapere che i lavori sono necessari  e che parte  viene eseguita in fascia 23-6 del mattino, ad eccezione, però, «dell'installazione della nuova barriera spartitraffico che comporta la presenza di cantieri inamovibili». Ciò significa che quando il cantiere è aperto al mattino i disagi possono verificarsi. Forse basterebbe spostare l'avvio dei lavori dopo il traffico di punta, magari dalle 9 in poi. 

Dall'Anas fanno anche sapere che il cantiere presente dal km 9,700 al km 10,400 sarà completato entro la fine di luglio. «Durante il periodo di esodo estivo permarranno soltanto i cantieri  dal km 8,600 al km 9,100 e dal km 10,500 al km 10,800. L'apertura di altri due cantieri  è in programma dopo il periodo estivo». Ma l'Anas fa presente anche che il termine contrattuale è  previsto nel marzo 2022. Negli altri paesi, vedi la Cina o il Giappone,  in pochi mesi ti realizzano un’autostrada completa. Da noi non basta un anno per realizzare l'allargamento delle corsie di poche decine di centimetri e l'installazione della segnaletica elettronica.

Ma in questo contesto  c'è una ciliegina sulla torta che non è niente male. Si tratta della rotonda Bicocca, quella  prevista per snellire il traffico per l'aeroporto. Poco tempo fa anche l'assessorato alle Infrastrutture della Regione ha inviato una lettera diffida all'Anas per i lavori troppo a rilento dell'opera che in questo periodo di esodo estivo è di fondamentale importanza. Ma ancora decisioni non ne sarebbero state prese. Si è vociferato di una rescissione di contratto che però non ha trovato conferme. Sta di fatto che la ditta sarebbe in ritardo nella realizzazione della rotonda e il percorso previsto per chi deve raggiungere l'aeroporto è davvero assurdo, da Calende greche, soprattutto se percorso nelle ore notturne. L'Anas fa sapere solo  che «per la rotonda Bicocca la strada della rescissione del contratto con la ditta inadempiente è stata avviata, ma non si è arrivati a una procedura esecutiva». Questo significa che la ditta che forse  non starebbe rispettando i termini resta ancora affidataria dei lavori nonostante  la Regione abbia appurato che ci sarebbero forti ritardi. Che dire? 
I lavori su tutta l'arteria sono cominciati lunedì 22 febbraio.  Una domanda sorge spontanea. Ma non sarebbe stato forse più utile cominciarli in autunno quando il traffico veicolare sarebbe stato forse minore o magari sotto lockdown? E perché non prevedere magari l'avvio di quella progettazione della terza corsia? Così oggi ci ritroviamo a imprecare e a considerarci i dannati della tangenziale. Insomma, peggio di così...

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