Notizie locali
Pubblicità

Catania

Catania, il Covid ha rimesso il turbo. I primari «Reparti pieni di non vaccinati»

Il parere dei due primari del Cannizzaro, Carmelo Iacobello (Malattie infettive) e Sandro Distefano (Pneumologia Covid) sull'andamento della pandemia

Di Giuseppe Bonaccorsi

Aumento dei ricoveri, ipotesi di apertura di nuovi reparti per affrontare l’improvvisa crescita e Sicilia prima in Italia per nuovi positivi. Abbiamo sentito il parere sull’andamento del Covid dei due primari del Cannizzaro, Carmelo Iacobello, titolare delle Malattie infettive e Sandro Distefano responsabile della Pneumologia Covid, che in questi giorni hanno visto riempirsi i loro reparti.

Pubblicità

Come è ovvio, entrambi puntano il dito contro i non vaccinati e si soffermano in particolare sulle alte percentuali di non immunizzati che sono la stragrande maggioranza dei soggetti oggi in corsia. «Indubbiamente - esordisce Iacobello - questa nuova ondata la dobbiamo addebitare ai non vaccinati, ma se chiedete cosa accadrà in autunno io personalmente non so rispondere. Ci sono troppe variabili che possono avere un ruolo. C’è da dire che la Sicilia col sua alto numero di non immunizzati fa ipotizzare che sarà un autunno caldo, ma al di la delle previsioni fosche qualche miglioramento nel tempo dovrebbe presentarsi perché le vaccinazioni stanno andando avanti e in Italia ormai quasi il 75% è stato immunizzato».

La Sicilia e Catania , però, sono fanalini di coda...

«Purtroppo l’isola si contraddistingue per un numero consistente di abitanti che ha poca fiducia nel sistema sanitario nazionale e lo dimostra fuggendo dai vaccini».

I pazienti che lei ha ricoverato sono anziani o no?

«In prevalenza sì. Ma il bilancio anche della mortalità propende soprattutto dal fatto che sei o no vaccinato. Devo dire che oggi registriamo una certa preoccupazione anche per gli over 50 non immunizzati che prima sembravano resistere maggioramente al Covid. Adesso, invece, si ammalano facilmente e sviluppano sintomi anche gravi. Purtroppo - aggiunge Iacobello - è cambiato l’atteggiamento delle persone che oggi non adottano il ben ché minimo atteggiamento preventivo. E questo è un guaio».

Un soggetto vaccinato a cosa va incontro?

«Se contrae il Covid prevalentemente a una patologia molto blanda o asintomatica. Certo se il paziente è un oncologico o che soffre di immunodeficienza potrebbe avere sintomi più seri».

 

Per Sandro Distefano, primario della Pneumologia Covid, la situazione si sta aggravando giorno dopo giorno. «In una settimana- spiega - abbiamo riempito il reparto e se dovesse continuare con questo trend presto ci ritroveremo in difficoltà. Non oso pensare con questi numeri cosa potrebbe accadere in autunno».

Lei cosa pensa?

«Io ho una idea. L’anno scorso ad agost non c’erano casi. Oggi già ai primi dello stesso mese siamo con i reparti pieni e col 95% di pazienti non vaccinati. Visto il gran numero di persone che non vuole vaccinarsi cosa accadrà in autunno?»

Secondo lei cosa bisognerebbe fare?

«Rendere obbligatori i vaccini. No c’è altra strada per evitare gravi conseguenze causate da chi non vuole immunizzarsi. Se non faremo così non ne usciremo facilmente. Inoltre è evidente che in estate il Covid non è sparito. Evidentemente la variante Delta oltre che più infettiva è anche più aggressiva. Per fortuna chi si è vaccinato presenta un alto livello di immunità. E questo è un bene. Ma col passare del tempo anche alcuni vaccinati potrebbero incappare nel Covid e presentare sintomi anche se maniera molto lieve. Ho due casi da mettere a confronto. Un 94enne vaccinato e un 85enne non vaccinato. Il quadro del 94enne non è grave, come in tutti i casi vaccinati. Presenta un blando focolaio polmonare e sta migliorando nonostante abbia molte comorbilità. L’85enne non vaccinato, invece, lo abbiamo dovuto trasferite in rianimazione dove è stato intubato. Per me ha ormai i polmoni bruciati...».

Allora è messo male?

«Molto male. Ma in reparto ho anche 40enni e 30enni con polmoniti bilaterali e in consizioni zsevere...».

Lei ritiene che i non vaccinati che si ammalano potrebbero rimettere in crisi il sistema sanitario?

«Ma certamente. Potremmo presto ritrovarci come l‘anno scorso e speriamo non peggio...». 

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA