Notizie locali
Pubblicità

Catania

Catania, nuovo pronto soccorso del Garibaldi Centro: ecco che cosa manca


Il rup: «Unico intoppo la carenza di tecnologie che però risultano mancanti a livello globale».  L’inaugurazione forse entro la metà del 2022 
 

Di Giuseppe Bonaccorsi

Rush finale per la nuova palazzina di Pronto soccorso del Garibaldi centro. I lavori sono prossimi a concludersi e, secondo quando trapela dalla direzione tecnica, l’opera sarà consegnata entro la fine dell’anno. 
Ci sono però degli intoppi che potrebbero ritardare la consegna. E sono connessi con la carenza di materiali. Sembrerà strano, ma dopo il grande blackout del Covid e la ripresa non si trova materia prima. Ed è un problema che non riguarda soltanto le opere sanitarie, ma tutti i cantieri. La conferma arriva dal responsabile unico del procedimento, ingegnere Alfredo Amico: «Il problema di questo periodo è che non arrivano i materiali e l’economia globale sta bloccando l’arrivo delle tecnologie».
Che materiali vi mancano per concludere l’opera?
«Dei più svariati, ma molte volte basta che non arrivi un componente per impedirci di andare avanti. Ad esempio c’è un ritardo nella fornitura del gruppo elettrogeno e di trasformatori che ancora non arrivano. In realtà all’interno della struttura il grosso che attendavamo è arrivato, ma c’è un ritardo nella consegna delle unità di adattamento aria. Nel complesso però contiamo di rispettare i tempi».
Quando prevedete di completare l’opera. E l’apertura ha già una data indicativa?
«Il completamento della struttura è previsto per il 21 dicembre. Abbiamo anche fatto una variante per tenere conto d tutte le norme ant covid e abbiamo fatto una modifica in corsa per adeguare le strutture alla pandemia. Alla fine avremo un pronto soccorso che avrà tutte le tecnologie per gestire qualsiasi emergenza di carattere infettivologico attraverso la creazione di aree appositamente stagne».
Di inaugurazione quando si parlerà?
«Io faccio l’ingegnere, poi la palla passerà alla gestione sanitaria. Non so indicare una data, ma potrebbe essere tutto pronto entro la metà del prossimo anno, tenendo presente, però, che ci sono i collaudi da fare e se ne andranno molti mesi. In quel periodo riempiremo l’edificio con l’arredamento e ritengo che in quel periodo la direzione medica si occuperà anche di reperire l’organico per una struttura cos grande che non potrà certamente essere gestita con la forza lavoro che oggi lavora nelll’attuale pronto soccorso».
Com’è composta la palazzina?
«Ci sono tre sale operatorie, una dedicata anche per pazienti infetti, con percorsi dedicati. Poi ci sarà la radiologia, anche questa divisa in due aree, con un servizio per infettivi. La rianimazione avrà 20 posti letto, con 4 dedicati al servizio infettivologico e al secondo piano avremo dei reparti, l’Obi e la degenza di pronto soccorso».
La struttura servirà a sopperire anche le carenze di assistenza che si sono registrate in centro dalla chiusura de pronto soccorso dell’Ove 
Il progetto, nato quando alla direzione generale cera l’ex manager Giorgio Santonocito, è andato avanti nel corso degli anni con alcuni intoppi anche con le maestranze. Adesso sotto la direzione generale del manager Fabrizio De Nicola l’opera ha registrato una accelerazione e adesso siamo ormai a pochi mesi dal traguardo, salvo che come al solito la burocrazia non ci metta lo zampino...

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA