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Catania

Catania riscopre il turismo e le solite lamentele: "Traffico e sporcizia"

Oltre alla spazzatura è la cenere ad aver colto di sorpresa i vacanzieri che trovano una città sporca e con auto senza controllo

Di Maria Elena Quaiotti

Al netto delle notizie sulla diffusione della variante Delta del Covid, sullo spettro (concreto) di tornare in zona gialla dalla prossima settimana e a prescindere dalla discussione apertissima sui “green pass”, in città è comunque “boom” di turisti. E non era per niente scontato. Almeno, fino a inizio giugno non si sarebbe potuto dire con certezza. «Fra qualche giorno - conferma Giuseppe Ferraro, responsabile Turismo del Comune - avremo i dati della tassa di soggiorno relativa al secondo trimestre dell'anno, ma in linea di massima dovremmo triplicare le presenze del 2020. Il dato interessante è la crescita del numero delle strutture ricettive, siamo già a duemila censite, a dimostrazione della vivacità del settore. E da settembre partiremo anche con il turismo congressuale e di gruppo: sono già operative le delibere, con oltre un milione di euro messi a disposizione».

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Non sappiamo se le strutture - tra hotel, b&b, case vacanze e case private - siano davvero duemila, e tutte verificate, quel che è certo è che quelle aperte (fra cui quelle che sono riuscite, con sacrifici, a non chiudere dopo la batosta dell'anno scorso) sono veramente piene. E le prenotazioni ci sono almeno fino alla fine di agosto. «Sono meno gli italiani, di più gli stranieri provenienti dall'Europa - conferma Nina, da dieci anni titolare di un hotel in centro storico - con soggiorni in media di due-tre giorni. Ma c'è anche chi in città si ferma una settimana. Nelle strutture si cerca la qualità e la cortesia. Si viene per visitare il centro storico e anche le eruzioni dell'Etna attirano un certo numero di visitatori. Unico neo: tutti gli ospiti notano di non aver trovato la città pulita come si sarebbero aspettati, così come il traffico esasperato perfino nelle zone che dovrebbero essere a traffico limitato, lasciate senza controllo». 


Oltre alla spazzatura - e la responsabilità va data sia a coloro che non rispettano la raccolta differenziata e a chi crea cumuli di sacchetti laddove c'erano i cassonetti, ma anche a un servizio di raccolta ancora non a regime come immaginato dal Comune -  è la cenere su strade e marciapiedi, anche di diverse settimane fa, ad aver colto di sorpresa i vacanzieri. Ed è a «iniziative per aumentare la pulizia, i servizi, i trasporti e la sicurezza che vorremmo venissero destinati gli introiti della tassa di soggiorno - dicono all'unanimità tutti i gestori di strutture che abbiamo intervistato - soldi che vengono dal turismo e dovrebbero essere reinvestiti per far trovare ai turisti una città migliore».


Non ci si inventa certo albergatori, ma c'è chi nel turismo, nonostante il periodo difficile, ha intravisto un'opportunità. Come Sabrina Giuffrida, solo 20 anni e al terzo anno di Medicina all'università di Messina, ma che con la sua famiglia ha recentemente «acquistato un immobile - spiega - ristrutturato approfittando dei bonus al 50%, creando una residenza ricettiva vista Orto botanico, l’Orto siculo house. 
«L'Orto botanico è una di quelle attrattive che vorremmo venissero conosciute meglio - prosegue - In poco tempo quest'attività è diventata una passione, ci fa sentire utili alla città. Io parlo inglese e spagnolo, i nostri ospiti lo apprezzano, il turismo è la chiave del rilancio. Chi viaggia di norma è vaccinato o ha fatto il tampone. La zona gialla? Sarebbe un dramma per tutto il settore, ma rispetto all'anno scorso abbiamo il vaccino, serve che tutti collaborino ad evitare il contagio».
«Stiamo lavorando - conferma anche Milo Barbera, B&B Oblò al Passiatore - e a giugno non lo avremmo detto, poi tutto si è sbloccato. Abbiamo aderito a SeeSicily, altri no, forse per l'incertezza sui tempi dei rimborsi, vedremo. La vera incognita sarà da settembre, pensare a nuove chiusure mi fa infuriare. Noi continuiamo a rispettare tutte le regole anti Covid».
 

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