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Catania

Cimitero di Catania, dove i morti riposano ma i vivi rischiano

Ringhiere instabili, muri pericolanti, buche e pure tabelle mancanti Presto interventi importanti ma non in tutto il camposanto 
 

 

Di Maria Elena Quaiotti

«Qui si dovrebbero espropriare anche le tombe e ricostruire da zero. Ma sa quanto ci vorrebbe fra cavilli burocratici, reperimento di fondi e lavori? Da almeno 15-20 anni ci siamo resi conto di come i lavori fossero stati fatti male, con un muro di cemento costruito sopra un muro più antico, senza alcuna valutazione tecnica. Tutti gli assessori competenti che si sono succeduti sono stati informati delle criticità, ma nessuno ha mai fatto niente: si tratta di grossolani errori del passato di cui paghiamo le conseguenze ancora oggi. E non sono i soli errori».

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È in “camera caritatis” che addetti del Cimitero monumentale della città ammettono l'evidenza - già documentata su queste pagine nel 2018 e sempre appena prima della ricorrenza dei Defunti - della situazione in viale San Diego, appena oltrepassato l'ingresso dei Tre Cancelli. Non vi sarà facile individuarla perché, fra le altre cose, al Cimitero monumentale mancano le indicazioni delle vie, dei viali e delle uscite in caso di emergenza.

«Non ricordiamoci dei nostri morti solo appena prima della ricorrenza», a parlare è Giovanni Paratore, da noi intervistato già tre anni fa sulle criticità del viale San Diego e dintorni. Si parla di infiltrazioni d'acqua che stanno facendo cedere il muro più antico - e proprio sulle tombe - di ringhiere inesistenti su viale San Diego o instabili (e arrugginite già allora) sul sovrastante viale San Paolo, che tra l'altro è in pendenza e sconnesso; e ancora, della scala che congiunge i due viali, e già giudicata da tecnici “a rischio crollo”. Gli annunci di interventi della giunta Pogliese, che a novembre 2018 si era insediata da pochi mesi, erano stati convincenti. Ma in tre anni non si è visto niente di nuovo. 

«Non sappiamo più a quale Santo dobbiamo rivolgerci - commenta Paratore - sono almeno 15 anni che lottiamo per avere dignità per i nostri morti, ma, e non è l'unica amministrazione comunale che sollecitiamo, sono tutti responsabili. Eppure nessuno agisce. E intanto le cose peggiorano sempre di più. Continuando così, con le prossime piogge, rischiamo di dover andare a recuperare i nostri defunti direttamente in piazza Duomo. Qui servono una perizia seria, e conseguenti interventi. Il pericolo è reale».

La notizia negativa, per il signor Paratore e i parenti degli altri defunti sepolti in viale San Diego, è che il settore non rientra nel mega-progetto da 4,5 milioni di euro che gli uffici dell'assessore ai servizi cimiteriali Giuseppe Arcidiacono hanno steso e presentato per la rivalutazione del Cimitero monumentale. «Ma - garantisce l'assessore - dopo attenta valutazione non lo sottovaluteremo, nei prossimi interventi».

Ma cosa avete fatto in tre anni, dopo gli annunci del 2018? 

«Il Comune è andato in dissesto - risponde - e ci siamo dovuti fermare su alcune cose. Ma non ci siamo fermati sulla progettazione, requisito indispensabile per ottenere fondi extracomunali, e, soprattutto, nell'inserimento del Cimitero nella rimodulazione del “Patto per Catania”, che è stato possibile solo per volontà del sindaco Salvo Pogliese. È notizia ufficiosa di queste ore che il Ministero della Coesione abbia approvato la rimodulazione, il che significa 1,5 milioni di euro garantiti per il Cimitero. Fondi certi, ai quali aggiungere 300 mila euro già stanziati da Terna, con i quali raddoppieremo il deposito per le salme e amplieremo l'area cimiteriale, attraverso la riduzione della “fascia di rispetto” da 200 a 50 metri, come previsto dalla legge, e interverremo sul viale che costeggia via Acquicella e sui servizi igienici, all'ingresso dei Tre Cancelli, al parcheggio di via Zia Lisa e a metà della salita principale del Cimitero. Presenteremo il progetto all'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, il nostro obiettivo è sistemare il Cimitero entro il 2022». 

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