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Catania

Discarica aperta oggi solo per Catania, ma la città è ancora piena di rifiuti e domani scatta il porta a porta

Non si è ancora riusciti a smaltire la spazzatura accumulata nei giorni precedenti, mentre la raccolta differenziata è un'incognita

Di Cesare La Marca

Discarica aperta oggi per 5 ore solo per Catania per completare il recupero. In tre giorni secondo i dati del Comune sono state smaltite 4mila tonnellate, con notevole impegno delle tre imprese nei tre lotti e dopo la rimozione “intensiva” delle ultime due notti a Picanello e San Cristoforo, dove fino a ieri è stato difficoltoso percorrere alcuni marciapiedi sommersi dai cumuli di rifiuti. 

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La situazione non è certo paragonabile a qualche giorno addietro, ma ancora tanti cumuli sono per strada e tutto resta precario e condizionato alle discariche che scoppiano di indifferenziata e a ciò che avverrà dal 14 novembre allo scadere del decreto della Regione che tiene per ora in piedi questo fragilissimo sistema; dai quartieri, Canalicchio tra gli altri, arrivano proteste dei residenti per la rimozione dei cassonetti senza precise indicazioni, vero, ma nell’emergenza ci sono state anche tante infrazioni di incivili che hanno buttato di tutto aggravando la situazione. In uno scenario in bilico tra emergenza, cambio appalto e porta a porta a porta al via, la gara per trasportare i rifiuti all’estero da metà novembre in poi - si spera nelle minori quantità possibile in base al recupero tutto da vedere della differenziata - è in fase di preparazione da parte della Srr. Insomma è ancora un po’ difficile parlare di un “ritorno alla normalità”, nonostante la raccolta porta a porta che da domani si tenterà di avviare  nei lotti “nord” e “sud” della città partendo rispettivamente da San Giovanni Galermo e San Giorgio. Si comincia lunedì sera con la frazione della plastica e i metalli; il deposito deve avvenire in buste trasparenti davanti la propria abitazione o l'ingresso del condominio. Nei due popolosi quartieri, che insieme rappresentano circa 30 mila abitanti, verranno rafforzati i controlli della polizia municipale, anche in abiti civili, per scovare gli irriducibili, spesso residenti in altri comuni, del sacchetto della spazzatura se non addirittura vere e proprie cataste di rifiuti, da depositare irregolarmente nel territorio del capoluogo. Agli abitanti di San Giovanni Galermo e San Giorgio, a breve, verranno consegnati anche i kit per facilitare il deposito delle singole frazioni: nelle due zone naturalmente già non ci sono più i cassonetti.

In ogni caso e con tutte le difficoltà dell’emergenza appena superata ma sempre dietro l’angolo Comune ed Srr puntano a procedere per step progressivi nei due lotti “nord” e “sud” aggiudicati a SuperEco ed Ecocar, con la successiva estensione della raccolta porta a porta da lunedì 15 a Monte Po e sull’altro fronte nei villaggi a mare, e da lunedì 22 a Nesima superiore e in altre aree della zona sud. L’obiettivo è rimuovere entro l’anno tutti i cassonetti dai lotti già aggiudicati a nord e sud di Catania per “proteggere” la città dai pendolari che esportano i loro rifiuti nell’area urbana, passando a una raccolta più sostenibile, ma è inutile negare che la sfida del porta a porta in tempi così “compressi” tra cambio appalto, nodo discariche e maltempo non si prospetta semplice. 

 

 

L’Anac ha espresso intanto il parere richiesto dalla Srr in merito al “principio di rotazione” da applicare o meno all’impresa uscente,  in caso di procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti. Nello specifico, la Srr ha richiesto il parere per valutare se estendere o meno la procedura negoziata per l’affidamento del lotto “centro” andato deserto anche all’impresa uscente, la Dusty, che ha svolto il servizio in proroga nell’intera area urbana, e adesso in prosecuzione nello stesso lotto su ordinanza sindacale. Nel parere, evidenziando in via generale la solidità giuridica del principio di rotazione, si rileva che se la gara risulta preceduta da un avviso aperto a tutti gli operatori, come precisato dal Consiglio di Stato, “si è fuori dalle procedure negoziate”, “non deve applicarsi il principio di rotazione” e non c’è dunque alcuna preclusione per l’accesso alla procedura del gestore uscente. Entro l’anno, secondo gli obiettivi della Srr, si dovrebbe dunque procedere all’aggiudicazione anche del lotto “centro” per i prossimi sette anni. 

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