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Catania

Dopo le bombe i volantini così le forze alleate fecero “arrendere” Catania

Di Redazione

Cinque giorni prima delle “decisioni irrevocabili” Catania conobbe una Pearl Harbor ante litteram, tanto piccola da non essere ricordata, forse creduta. Una formazione di aerei inglesi, anch’essa piccola ma adeguata a ciò che doveva fare, alle nove di sera, quando la gran  parte delle persone per combattere la calura dormiva sui terrazzi e sui balconi di casa, dove aveva spostato i materassi, bombardò l’aeroporto di Fontanarossa uccidendo diciassette persone, tra cui la figlioletta di un casellante che si era affacciata a guardare le stelle. “Il popolo di Sicilia”, quotidiano fascista, minimizzò: «Aerei nemici hanno lanciato alcune bombe sull'aeroporto di Catania colpendo un capannone vuoto e causando qualche vittima».

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