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Catania

Etna, eruzione già rientrata ma sui paesi etnei, e fino a Taormina, piovono "pietre"

Si è trattato del 52esimo evento parossistico dallo scorso mese di febbraio

Di Redazione

Si è concluso il 52esimo evento parossistico registrato dallo scorso febbraio sull'Etna. E' stato uno dei più intensi per il rilascio di energia. Oltre alla fontana di lava, accompagnata da violenti boati, dal cratere di Sud-Est è emersa un'intensa e alta nube eruttiva che ha provocato caduta di cenere e materiale piroclastico su molti paesi alle pendici sul versante Nord-Est del vulcano. Sono ancora alimentati i flussi lavici che emergono dal cono del Sud-Est e si dirigono nella valle del Bove. 

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I livelli del tremore dei canali magmatici dell'Etna sono "crolla" su valori medio alti e appaiono dalla strumentazione dell'Ingv-Oe di Catania, in ulteriori calo. 

 

 

 L'Ingv di Catania in particolare rende noto che la fontana di lava al cratere di Sud-Est è cessata intorno alle 12.20, mentre continua una modesta emissione di cenere. Il flusso lavico che si espande in direzione Est continua ad essere alimentato. Segnalazioni di ricaduta di materiale piroclastico sono arrivate da diversi paesi etnei, come Piedimonte e Linguaglossa, ma anche a Mascali. "Pioggia" di cenere è stata segnalata anche nel territorio turistico di Taormina e su un tratto dell'autostrada Catania-Messina.

Vulcanologi dell'Ing-Oe durante un'osservazione diretta del versante sud orientale del cratere di Sud-Est hanno osservato una breccia dalla quale hanno avuto origine i flussi di materiale piroclastico descritti nei comunicati precedenti e dalla quale riscontrato ad osservarsi crolli e piccoli flussi che si dirigono in Valle del Bove raggiungendo quota 2.900 metri circa. Dopo aver raggiunto l'ampiezza massima alle 12 il tremore vulcanico ha iniziato una rapida discesa e alle.20 UTC è su valori medi in ulteriori approfondimenti. L'ultima localizzazione del tremore, alle ore 11.15, risulta in prossimità del cratere di Sud-Est ad una profondità di circa 3 km sul livello del mare. L'analisi dei dati clinometrici per l'evento parossistico ha mostrato variazioni in diverse stazioni, con valori massimi cumulati (pari a circa 3 microradianti) registrati alla stazione di Cratere del Piano (Ecp). I dati della rete Gnss nelle ultime ore non hanno mostrato variazioni significative.

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