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Catania

Giro di scommesse illegali per oltre mezzo miliardo di euro, confiscati 160 milioni

L'inchiesta della Guardia di finanza e della Procura etnea nei confronti due persone. Si tratta di un altro passo dell'inchiesta che l'hanno scorso portò a 23 provvedimenti cautelari. Un'attività che in qualche caso era coperta dal clan mafioso dei Santapaola Ercolano

Di Redazione

I Finanzieri del Comando Provinciale di Catania e del Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di finanza hanno eseguito un provvedimento di confisca, emesso dal locale Tribunale, su richiesta della Procura etnea, relativo al patrimonio di due persone, Francesco Catacchio e Antonio Di Marzo, indagate per associazione per delinquere finalizzata alla raccolta di scommesse clandestine, al riciclaggio, alla truffa nei confronti dello Stato e all’evasione fiscale, con l’aggravante del reato transnazionale.

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Si tratta di una complessa attività investigativa, svolta dai finanzieri di Catania che ha portato nel marzo dell’anno scorso alle misure cautelari per 23 persone. Provvedimenti eseguiti in Sicilia, Emilia Romagna, Puglia ma anche in Germania, Polonia e Malta. Tutti sono stati indagati, a vario titolo, per esercizio abusivo di gioco e scommesse, evasione fiscale, truffa aggravata, autoriciclaggio, condotte aggravate, per taluni degli indagati, dalla finalità di favorire gli interessi del clan mafioso dei “Santapaola-Ercolano”.

Tutti è partito dalla segnalazione di una operazione sospetta finalizzata all’illecita raccolta e gestione delle scommesse sportive on line, oltre che delle attività volte al riciclaggio dei relativi proventi. Nel dettaglio, è stato evidenziato che gli indagati avevano ideato su internet un’apposita piattaforma di gioco, non autorizzata a operare in Italia, attribuendone la proprietà a una società maltese. Le successive verifiche fiscali, svolte dalla Guardia di finanza di Catania, hanno così delineato l’esistenza di una stabile organizzazione della società maltese in Italia, che, nel periodo considerato (tra il 2013 e il 2016), ha conseguito ricavi non dichiarati per 570 milioni di euro e ha omesso la dichiarazione dell’imposta sulle scommesse per un importo di circa 30 milioni di euro.

 

 

Le indagini hanno messo in luce l’illecita raccolta di scommesse “da banco” sull’intero territorio nazionale, attraverso una rete di agenzie, collegate alla predetta piattaforma di gioco. Solo una parte minima delle scommesse avveniva on line, mentre la maggior parte delle puntate sarebbe stata effettuata in presenza e pagata in contanti.

 

 

Gli importi delle scommesse, raccolte dalle varie agenzie sul territorio nazionale, e i proventi dell’evasione sarebbero poi affluiti nei conti della società maltese e, da lì, sarebbero stati ulteriormente riciclati nell’acquisito di terreni, fabbricati, società in Italia (Puglia ed Emilia-Romagna) e all’estero (Germania). Il Tribunale di Catania su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica, ha disposto nei confronti delle due persone indagate la confisca del profitto per un importo complessivo pari a 160 milioni di euro.

 

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