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Catania

Incidente viale Africa, Sorbino: «I catanesi un popolo di indisciplinati»

Il comandante della Polizia Municipale etnea fa notare che il numero dei sinistri è notevole e che gli incidenti non avvengono soltanto nel fine settimana. Tra le cause i limiti di velocità non rispettati

Di Maria Elena Quaiotti

“Quando guidi usa la testa” non è solo un “potenziale” slogan che andrebbe esposto in gigantografia in tutta la città. Perché se nel 2021 gli incidenti mortali a Catania sono stati 12, a fine agosto siamo arrivati già a dieci. L'ultimo, tragico e recentissimo in viale Africa avvenuto alle tre di notte, non può e non deve lasciare dietro di sé solo il cordoglio per la giovane vittima senza riflettere sulle cause del “fenomeno” degli incidenti mortali. 

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«Il trend, decisamente negativo, non è in diminuzione, ma - commenta amaro Stefano Sorbino, comandante Polizia locale - non c'è campagna di sensibilizzazione o nostra presenza sulle strade che sembri tenere per arginare il fenomeno. Il nostro obiettivo primario, che continuiamo a perseguire anche in relazione alle “forze” che abbiamo a disposizione, se pur ridotte al lumicino ma sempre garantite, resta la prevenzione degli incidenti e la diffusione del messaggio della prudenza alla guida. Il numero di incidenti mortali registrati in città è inaccettabile, in realtà vorremmo essere più impegnati sul fronte della prevenzione per far diminuire questo numero. Ma ad oggi dobbiamo essere più impegnati sul fronte della repressione. E i numeri sono impressionanti».

 

 

Cosa intende dire? 
«La maggior parte degli incidenti mortali avvengono di notte e non solo nel fine settimana. Si esce, ci si vuole divertire, specie dopo il Covid, ci si mette in macchina e si vedono le strade libere; magari si esce da un locale un po' “spavaldi” e si pensa di poter “correre” senza rispettare il codice della strada. Invece chiunque si metta alla guida, che sia di mezzi a quattro o a due ruote, dovrebbe ricordare i principi base da seguire: la prudenza, il rispetto dei limiti di velocità, che costituisce il 90% delle cause di incidenti, non assumere alcool e sostanze stupefacenti, non utilizzare telefonini alla guida. Per sintetizzare in un concetto: avere rispetto e attenzione per se stessi e per gli altri».

 

 

Parlava di numeri impressionanti. 
«Tra le attività messe in campo ci sono le pattuglie fisse con gli autovelox - spiega - e da inizio anno abbiamo già spiccato 7.700 verbali. Il colmo è che i punti dove avvengono le rilevazioni sono sempre gli stessi, individuati secondo un decreto prefettizio: la gente li conosce ma non rispetta lo stesso i limiti di velocità. Anche a rischio di prendere una multa. E nel peggiore dei casi incappare in un incidente perché non si tiene conto, per esempio, delle sconnessioni delle strade». 

Quali sono i punti delle pattuglie con autovelox? 
«In particolare Viale Bolano, viale Artale Alagona, viale Kennedy, viale Ulisse, via Manzoni e qualche volta via Santa Sofia. Solo in viale Kennedy quest'estate sono state 2.000 le violazioni rilevate».

E visto l'andazzo sono destinate ad aumentare. Una delle critiche maggiori espresse dai cittadini è la scarsa presenza delle pattuglie dei vigili urbani in città.

«Noi siamo presenti. Certo, in base alle nostre “forze”, ma in maniera costante sul territorio - replica Sorbino -, di notte ad esempio ci sono una, due pattuglie, che intervengono in base alle segnalazioni, che sono di ogni tipo: dalla musica alta ad un passo carrabile ostruito, per fare due esempi. Un pattugliamento capillare come vorrebbe parte dell'opinione pubblica non è possibile da attuare, ma la nostra presenza continua ad essere costante sul territorio. L'appello va al comportamento responsabile e rispettoso da parte dei cittadini». 

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