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Catania

L'aumento della Tari a Catania soltanto rinviato. Consiglieri FI: «Il Comune non ha responsabilità»

La discussione sull'aumento sulla tassa dei rifiuti in città, inizialmente prevista per questa sera, potrebbe slittare al mese di luglio

Di Maria Elena Quaiotti

Aumento Tari in Consiglio comunale, previsto in discussione stasera? Per ora la questione potrebbe ridursi a “tanto rumore per nulla” poiché, come annunciano Giovanni Petralia e Dario Grasso, consiglieri FI, “lo slittamento dei termini dell'approvazione del bilancio comunale dal 30 giugno al 30 luglio comporta il relativo rinvio della votazione in aula sull'aumento delle tariffe Tari a Catania. Se ne riparlerà a luglio, accogliamo positivamente questo slittamento – proseguono i consiglieri – ma confidiamo che adesso si impieghi il tempo a disposizione per bloccare ogni rincaro della tassa. Sappiamo che le responsabilità non sono del Comune, tuttavia la soluzione alle incongruenze del sistema dei rifiuti in Sicilia non può essere quella di mettere le mani nelle tasche dei catanesi”.

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“Deciderà l'aula”, è più pragmatico Giuseppe Castiglione, presidente del consiglio comunale, sull'eventuale e probabile rinvio della discussione inserito al quarto punto all’ordine del giorno del consiglio che recita “approvazione tariffe ai fini della Tari, anno 2022”. Il consiglio si riunirà stasera a partire dalle 19, e per l'appuntamento c'è stata una “chiamata generale” di comitati e associazioni per presenziare a Palazzo degli Elefanti. “Il pubblico potrà presenziare, ma per ragioni di ordine pubblico e Covid l'accesso non sarà ovviamente consentito a tutti, ma solo ai rappresentanti”.

Vedremo cosa accadrà, ma le premesse non sono certo delle migliori: è Città Insieme la prima associazione a parlare di “approvazione dell’aumento della Tari del 18%, oltre al danno la beffa. Oltre al grandissimo danno, le montagne di rifiuti per strada, c'è infatti l'enorme beffa, un aumento, il +18%, a chi già lautamente sovvenziona tutti coloro che non pagano per un servizio indecente! A questi ultimi non importerà nulla di questo ennesimo aumento, perché tanto gli evasori non hanno mai pagato e continueranno a non pagare. Ma non vale per i cittadini onesti, che invitiamo a presenziare al consiglio comunale sventolando le bollette quietanzate e proponendo agli amministratori di questa città di pagare loro d'ora in avanti questo sopruso che è ormai diventata la Tari, testimonianza della loro incapacità di amministrare la città”. “Se non fosse tutto assolutamente vero ci sarebbe solo da ridere. Siamo all'assurdo – aggiunge fuoco al fuoco Ersilia Saverino, presidentessa dell'assemblea provinciale di Catania del Pd –, è una situazione surreale in una città che paga la tassa per la spazzatura più alta d'Italia e si ritrova letteralmente sommersa dalle montagne di munnizza.  Una piaga che, oltre ai danni d'immagine con i turisti che ammirano e fotografano questa “cartolina” empia del capoluogo etneo, provoca un allarme igienico sanitario senza precedenti. Chiedo che i responsabili per tutto questo siano messi di fronte alle proprie colpe e puniti a norma di legge. Invece di un aumento della Tari, Catania ha urgentemente bisogno di attivare un piano di lavoro mai intrapreso prima anti-spazzatura perché mai, prima, Catania si è trovata in queste condizioni”.

“Le proteste della sinistra? – rintuzzano Grasso e Petralia – mero opportunismo elettorale. Il momento difficile che viviamo impone a tutte le forze politiche di fermarsi a riflettere: da una parte a nulla servono le proteste strumentali di una sinistra inconsistente, mossa solo dall'opportunismo elettorale. Dall'altra l'eventuale rialzo delle tariffe Tari, nel pieno di una emergenza rifiuti per la città, potrebbe apparire incomprensibile e ingiusto agli occhi di migliaia di nostri concittadini. Diamo piena disponibilità all'Amministrazione per valutare ogni azione che vada nell'interesse dei catanesi, mettiamo in campo idee e spirito di condivisione per uscire dal guado”.
 

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