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Catania

L'Etna e il rischio (possibile ma remoto) di una eruzione distruttiva come nelle Canarie

Intervista con il direttore dell’Ingv di Catania, Stefano Branca: «Ora i nostri rilievi eslcudono eventi così, ma la storia del nostro vulcano è fatta di colate laterali»

Di Giuseppe Bonaccorsi 

L’Etna che in questi ultimi mesi  ci ha abituato a enormi nubi di cenere, lo Stromboli che non finisce mai di fare esplosioni ed emettere piccole colate laviche. E  adesso a mettersi in mezzo arriva anche l’aumento dei tremori e del gas sul cratere sommitale dell’Isola di Vulcano, nelle Eolie. Insomma siamo davanti a una normale routine oppure c’è qualcosa che si sta evolvendo?

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Per il direttore dell’Ingv di Catania, Stefano Branca, siamo davanti a fenomeni di routine e non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Direttore Branca, in questi giorni tutte le tv mandano le immagini del vulcano delle Canarie la cui lava è finita sino in mare distruggendo e trascinandosi dietro case e coltivazioni. Da noi sull’Etna lo stesso scenario potrebbe verificarsi? E questa continua emissione di cenere lascia prevedere  una grande eruzione in preparazione?

«Attualmente i nostri rilievi sull’Etna non annunciano assolutamente alcun rischio tipo Canarie per il nostro territorio.  Comunque la storia dell’Etna è fatta di eruzioni sommitali ed eruzioni laterali. Quindi l’eventuale rischio di una colata laterale sul vulcano è sempre esistente a prescindere dall’attività che oggi sta facendo il cratere di sud est. Va ricordato che quando il cratere di sud est non esisteva, nel 1928 il paese di Mascali venne distrutto da una colata laterale. Quindi attualmente il fatto che il cratere di sud est stia eruttando non preclude da un rischio di una colata laterale, ma attualmente ripeto non ci sono parametri che ci indicano che l’Etna si sta preparando a una eruzione di questo genere».

 

 

Una così lunga nel tempo emissione di cenere non si era verificata da decenni. Come ve lo spiegate?

«Dalla continua risalita di magma dal mantello. Molti dimenticano che nel 2000 durante la grande eruzione di quell’anno noi abbiamo avuto la stessa frequenza di emissione di cenere di adesso. Semplicemente oggi la sola spiegazione è che è risalito più magma rispetto ad altri periodi. Si tratta di fenomeni che sono sempre successi su questo vulcano».

 

 

Per quanto riguarda l’isola di Vulcano c’è da stare in allarme oppure si tratta di fenomeni che rientrano in una cosiddetta normalità  da vigile attesa?

«Allora a Vulcano siamo davanti a un fenomeno che si è già verificato nei decenni passati. Si tratta di un aumento dei fluidi geotermici e delle temperature alle fumarole, tutto limitato alle aree sommitali. Non c’è allo stato alcun allarme, ma i fenomeni vanno attenzionati. Semplicemente in passato non c’erano i sistemi di rilevamento di adesso, ma non siamo davanti a un fenomeno anomalo, per niente. Quindi al momento non c’è nessun allarme eruttivo e i parametri sono nella norma. Massima attenzione, ma niente più».

 

 

Il sindaco di Lipari Giorgianni è in procinto di firmare una ordinanza che vieta le escursione al cratere sommitale...

«E’ un provvedimento giusto, perché il problema è principalmente legato alle fumarole. E una situazione che c’è sempre stata perché le fumarole hanno una temperatura media di 100 gradi e adesso potrebbero emettere gas ancora più roventi. Il pericolo è sempre sulle fumarole e fa bene il sindaco delle »Eolie a sospendere le autorizzazioni per salire sul cratere perché è proprio dalle fumarole che potrebbe arrivare il pericolo maggiore».

 

 

Tanto per chiudere il cerchio cosa ci dice dello Stromboli?

«In questo momento sullo Stromboli è tutto tranquillo».

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