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Catania

La Plaia chiude la stagione: catanesi tornati in spiaggia come in epoca preCovid

I principali operatori turistici e l'assessore comunale al Mare di Catania "stilano" una pagella prendendo in esame anche la qualità dell'acqua

Di Maria Elena Quaiotti

Otto meno meno: è il voto complessivo dell'estate 2022 alla Plaia che, nonostante le numerose presenze attestate ancora fino a ieri nell’ultimo giorno di apertura degli stabilimenti balneari, ha dovuto fare i conti con le criticità storiche della zona (illuminazione, con i pali installati, ma non collaudati lungo tutto viale Kennedy, si spera sia l'ultima estate al buio, la viabilità, nonostante i maggiori controlli registrati, e i parcheggi, sempre carenti), nuove criticità (avvio della raccolta differenziata) e incognite sul futuro, una su tutte la scure dell'aumento delle utenze.

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Le “pagelle” e i voti ai vari aspetti della stagione appena conclusa sono stati dati da Michele Cristaldi, assessore al Mare ormai in uscita, che nel complesso ha dato 10, Ignazio Ragusa, presidente sindacato balneari Sib e titolare dello stabilimento “Polifemo” che è sceso da un potenziale 8 e mezzo a 7 proprio per l'emergenza utenze, Enzo Fargione titolare della “Cucaracha” non è andato oltre la sufficienza (“i timori e le preoccupazioni per il futuro ci sono, senza provvedimenti seri rischiamo di chiudere tutto il 30 settembre e mandare a casa 100 dipendenti fra diretti e indiretti e chiudere rapporti con le aziende che da noi lavorano”), e Giuseppe Milazzo, “Lido Roma”, che ottimisticamente ha dato 8, pur con in mano bollette triplicate e più di un pensiero al prossimo rinnovo previsto delle concessioni balneari. La prima voce da votare sono state le presenze, catanesi e non: il voto massimo, 10 è stato dato da Cristaldi «considerato l'aumento dei turisti che hanno prediletto l'accesso libero al mare, ma anche la “riscoperta” della Plaia, da sempre considerata quasi di “serie B” ma assurta alla serie maggiore anche grazie alle spiagge libere e alle “Bau beach”, molto apprezzate»; voto “disgiunto” per Ragusa: «9 per i catanesi, tornati ai flussi del preCovid specie ad agosto, 5 per i turisti, nonostante l'incremento registrato resta ancora tanto da fare». Voto 5 per Fargione, «si sono equilibrate le presenze fra catanesi e non, ma non c'è stata la certezza della conferma delle prenotazioni, nonostante tariffe più basse», mentre Milazzo ha distinto «voto 10 per gli “stagionali”, 7-8 per i giornalieri, per i quali abbiamo registrato un 20% in più specie nei fine settimana, tanti i “continentali” e stranieri, forse anche attratti dalle strategie di abbassamento prezzi attuate». Il secondo voto è andato alla “qualità dell'acqua del mare”: «Non esito a dare 8 – ha detto Cristaldi – certo migliore rispetto alla Scogliera. C'è ancora il “nodo canali” sul quale occorre una soluzione definitiva e finalmente si è avviato un percorso dopo 30 anni di “rimpalli” di responsabilità. La presenza occasionale di alghe – ha precisato – che può soggettivamente dare fastidio, resta comunque un fenomeno naturale, non è sintomo di inquinamento». Mezzo punto in più, 8 e mezzo, per Ragusa: «A noi la balneazione risulta ottimale”, tra 8 e 9 il voto di Fargione: «Sostengo, e guai a chi mi smentisce, che il mare della Plaia è il più pulito della Sicilia orientale», e 8 per Milazzo, «l'assenza di insediamenti urbani alle spalle e i 3 km di sabbia che come un filtro naturale confermano la qualità del mare della Plaia».

C'è poi il fronte spazzatura: «Voto 8 – dice Cristaldi – ma sottolineo lo sforzo importante e il lavoro capillare fatto, non basta un cartello insomma. Quando si creano le condizioni ideali, coinvolgendo i cittadini, i risultati si ottengono»; non si va oltre il 7 e mezzo per Ragusa: «Abbiamo fatto uno sforzo immane considerato che ancora tanti utenti non fanno e non sanno fare la differenziata. Si può ancora migliorare, nella frequenza dei passaggi della raccolta»; 8 per Fargione: «È stata una vera impresa, ma abbiamo avuto il plauso della ditta»; «C'è stato un inizio turbolento – dice Milazzo – ci sta, non eravamo abituati, poi ci siamo assestati, ma tutto è migliorabile». 

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