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Catania

Monsignor Renna alla comunità accademica catanese: «Atenei diffondano il senso di pace»

Il messaggio dell’arcivescovo di Catania ai docenti, ricercatori, studenti e tecnici-amministrativi dell’Università in occasione della messa di Pasqua
 
 

Di Redazione

«In questo momento storico le università non devono soltanto limitarsi alle marce della pace, ma devono contribuire all’educazione e alla edificazione della pace tramite la cultura della legalità, la cultura politica democratica ed una visione economica basata sulla distribuzione delle risorse sempre più limitate». Lo ha detto l’arcivescovo metropolita di Catania, Luigi Renna, durante la celebrazione della Messa di Pasqua per l’università nella Basilica Collegiata Monsignor Renna ha evidenziato la necessità di «un confronto continuo con tutti» per «educare ciascuno di noi alla pace, il dono più grande del mistero pasquale, perché tutti noi abbiamo a cuore la pace». «La negoziazione e il disarmo sono le strade da seguire per spegnere tutti i conflitti in essere nel mondo», ha sottolineato, ricordando il messaggio di Giovanni Paolo II all’Onu nel 1982. «La pace nella fede è uno stile di vita, in una comunità accademica è motivo di ricerca in diversi ambiti come quelli del diritto, della sociologia e della psicologia» ha aggiunto l’arcivescovo di Catania riprendendo alcuni passi tratti dal "Lamento della pace" del teologo, filosofo e saggista olandese Erasmo da Rotterdam.

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"Abbiamo dato disponibilità ad accogliere studenti, docenti e ricercatori provenienti dall’Ucraina e organizzato numerosi seminari per analizzare e comprendere meglio la crisi russo-ucraina - ha affermato il rettore Francesco Priolo - il nostro ateneo è sempre più inclusivo e solidale, presente nel territorio in cui è inserito, attento alle esigenze della città e ai bisogni straordinari e pressanti che derivano da particolari emergenze sanitarie, economiche o da crisi geopolitiche come quelle che stiamo vivendo. Penso - ha chiosato - all’adesione al progetto Unicore rivolto ai rifugiati del Camerun, Niger e Nigeria o alla concessione di nostri locali alla Comunità di Sant'Egidio per realizzare un punto di distribuzione di alimenti a persone indigenti e di riferimento per i residenti dei quartieri Civita e San Berillo». 

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