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Catania

Nuove/vecchie regole a Catania per i dehors: ecco cosa è previsto

Nell'attesa del voto del Consiglio comunale valgono le “nuove” disposizioni sulla “movida” stabilite in un’ordinanza sindacale della settimana scorsa 

Di Maria Elena Quaiotti

In attesa del regolamento sui dehors, pronto per essere portato alla votazione del consiglio comunale alla prima occasione utile, sono le “nuove” regole sulla “movida” stabilite in un’ordinanza sindacale della settimana scorsa a mettere dei punti fermi. Non si tratta di regole nuove, «l’amministrazione comunale - precisa Viviana Lombardo, assessore Attività produttive - ha ritenuto doveroso fare un po’ di ordine e riepilogare tutte le varie ordinanze più o meno recenti che negli anni avevano disciplinato la materia». 

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Le nuove/vecchie regole sono in vigore già da una settimana, considerato che l’ordinanza del sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi è del 18 luglio, e possono essere così sintetizzate: rispetto del suolo pubblico autorizzato (tolleranza zero verso gli abusivi), possibilità di sospensione dell’attività fino a 20 giorni in caso di continua recidiva; nelle zone a traffico limitato si dovrà garantire il transito dei mezzi di soccorso, di vigilanza, dei diversamente abili e dei residenti, lasciando liberi almeno tre metri di carreggiata se la strada è a senso unico, o 5 metri se la strada è a doppio senso di circolazione. Emissioni sonore: è fissato, come previsto dalla legge, il limite a 65 decibel di emissioni acustiche dalle 20 alle 22, che scende a 55 decibel dalle 22 a mezzanotte, quando dovranno cessare, le stesse regole valgono anche per i maxischermi. 

 

 

Se in una zona insistono più attività le esecuzioni musicali dovranno essere concordate a turnazione dandone comunicazione alla direzione Attività produttive, che le trasmetterà alla direzione Politiche per l’ambiente. Orario di chiusura locali entro le 2 di notte, si dovranno rimuovere attrezzature ed elementi di arredo, pena il sequestro del materiale. E poi uno dei capitoli più sensibili: il divieto di vendita e somministrazione di alcolici e superalcolici ai minori di 18 anni, che costituisce reato. L’ordinanza di Bonaccorsi parte dalla presa d’atto di come «il contrasto attuato con i controlli da parte degli organi deputati – polizia locale, polizia di Stato, carabinieri, Nas, guardia di finanza e Asp – non permetta di fermare il fenomeno dell’abusivismo». Vengono riassunti, in pratica, tutti i punti al centro della citazione in sede di Tribunale civile ai danni del Comune da parte delle associazioni dei residenti del centro storico: il centro storico cittadino è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità, perché permetterne lo sfregio, l’abusivismo e il mancato rispetto del suolo pubblico quando concesso, del rispetto delle emissioni sonore, degli orari di apertura e chiusura e, in ogni caso, della garanzia del decoro dello spazio pubblico occupato? 

A scagliarsi apertamente contro l’ordinanza sindacale, ma solo sui social e corredando l’invettiva, come constatiamo amaramente, con la foto di un articolo del nostro giornale preso da una copia “pirata”, è stato Roberto Tudisco, presidente di Mio Italia: «Il sindaco facente funzioni – scrive – firma un’ordinanza in cui ci toglie mezz’ora di suolo pubblico la sera, e per una sedia spostata anche di 20 centimetri mette una pena capitale fino a 20 giorni di chiusura, l’amministrazione penalizza e combatte contro gli esercizi pubblici, mentre negli altri comuni si incentivano». Partiamo dalla legalità, verrebbe da dire. Poi discutiamo.

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