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Catania

Ognina in tilt per gli scavi del collettore fognario: lavori tra caos e doppie e file

Si sta realizzando una delle dieci vasche di sollevamento della condotta

Di Cesare La Marca

Dietro all’escavatore e alle transenne del cantiere, provenendo da piazza Europa, sono stati già ricavati alcuni posti auto per gli acquisti “volanti”. Un paio di vigili si sono visti, è vero, ma qui ne servirebbero a decine, per la ripartenza autunnale dei lavori in uno degli snodi più critici della viabilità del collettore di Aci Castello, piazza Mancini Battaglia, epicentro del caos di Ognina che si è preferito non affrontare con scavi a traffico aperto nella stagione balneare. 

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Non che adesso la situazione sia molto più favorevole, con il traffico autunnale che torna a regime, le scuole riaperte in presenza, l’estate prolungata  e i numerosi automobilisti clienti di gastronomie di pesce e bar della zona - da parte loro con relativi ombrelloni, verande, tavoli e sedie in strada - sempre pronti a posteggiare “un attimino” in seconda e terza fila, cosa che negli orari di punta qui manda da sempre in tilt la viabilità; figuriamoci adesso, con le transenne che restringono a una sola corsia la carreggiata in direzione Aci Castello, per i lavori della prevista durata di due mesi che occupano temporaneamente anche l’ultimo tratto della pista ciclabile. 
Ma prima o dopo questi benedetti o maledetti scavi bisognava avviarli - tra intoppi e ritardi della Regione nei pagamenti all’impresa - e bisogna anche evidenziare che mai come adesso sono urgenti e dunque tollerabili con pazienza e senso civico fino ai limiti del possibile, perché qui si tratta della realizzazione di una delle dieci vasche di sollevamento per l’ultimazione dell’opera, in fase avanzatissima e attesa da decenni, per intercettare i liquami fognari che scaricano in mare, inquinando uno dei tratti più belli della nostra costa, da Aci Trezza e Aci Castello alla scogliera di Catania. Una carenza gravissima che ha innescato una procedura d’infrazione europea per mancata depurazione delle acque. 

 

 

Il problema è che quest’ultima fase dei lavori per scavi e collocazione delle dieci vasche di sollevamento nel tracciato di oltre dieci chilometri della condotta, da Capomulini all’innesto di Picanello del vecchio allacciante di Catania, benché il collettore sia stato interamente realizzato, rende difficile un’esatta previsione di fine lavori, anche per gli eventuali spostamenti delle condotte dei sottoservizi, nei decenni non localizzate con una precisa mappatura. La questione è complicata dal fatto di coinvolgere diverse aziende, ed è già tra le prime cause del mancato rispetto dell’ultimo cronoprogramma, che prevedeva entro l’anno una fine lavori ormai da rinviare per l’ennesima volta. 

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