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Catania

Pavimenti radianti e piante che regolano il microclima: a Catania due asili nido futuristici

Con i fondi del Pnrr saranno realizzate due strutture pubbliche comunali per l'infanzia nelle vie Montenero e Rosselli

Di  Maria Elena Quaiotti 

Realizzare asili nido pubblici, là dove ancora non ci sono. Questo era uno degli obiettivi della giunta targata Pogliese e che sembra essere stato raggiunto grazie ai progetti presentati, per tempo e circostanziati, approvati a valere sui fondi del Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza. Sono infatti due le nuove strutture finanziate e previste in via Montenero, zona viale Mario Rapisardi, e via Carlo e Nello Rosselli, dietro la scuola Quintino Maiorana, per un importo pari a 2,1 milioni di euro per ciascuna struttura, da realizzare entro le tempistiche previste dal piano nazionale, ovvero il 2026.
A osservare le planimetrie dei progetti presentati sembra proprio che non si tratterà di due semplici asili nido; saranno, piuttosto, l'esempio della “transizione ecologica” di cui tanto si parla, ma della quale ben poco ancora  in concreto - “vox populi” - si capisce a cosa si riferisca. 
I progetti per i due nuovi asili a valere sui fondi del Pnrr erano rientrati tra le indicazioni dell'assessorato comunale ai Servizi sociali, retto prima da Giuseppe Lombardo e poi da Adriana Patella; la notizia “fresca fresca” è che l'obbiettivo è stato raggiunto, con “estrema soddisfazione”.
«Si tratta - cerca di spiegare l'assessora Patella, anche con dettagli tecnici - di un ulteriore tassello verso il traguardo dell'innovazione ed efficientamento energetico previsti dall'Unione europea, resta a prescindere il fatto che anche la didattica dovrà andare di pari passo con l'innovazione. È stata prevista, ad esempio, non solo la costruzione, ma anche la manutenzione degli edifici, che hanno l'obiettivo di raggiungere un consumo energetico quasi nullo, sulla base della bioclimatica e della bioedilizia». 
Cosa si intende? 
«Il giardino di ogni asilo nido sarà progettato prestando particolare attenzione alla selezione delle specie arboree e arbustive da mettere a dimora, da effettuarsi tenendo conto della funzione di assorbimento delle sostanze inquinanti in atmosfera, di regolazione del microclima e utilizzando specie che presentino le seguenti caratteristiche: ridotta esigenza idrica, resistenza alle fitopatologie, assenza di effetti nocivi per la salute umana (allergeniche, urticanti, spinose, velenose, ecc.). È previsto inoltre un impianto di raccolta e recupero delle acque meteoriche per fini irrigui, aree pergolate e vegetazione spogliante, per un controllo climatico naturale».

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Si tratta allora di asili nido “futuristici”? 
«In un certo senso sì, ma dovranno essere solo i precursori. In questo caso si tratta di una grande occasione, quella dei fondi del Pnrr che non potevamo perdere e infatti abbiamo colto presentando tempestivamente due progetti circostanziati, con l'obbiettivo di arricchire l'offerta educativa pubblica della città di Catania attraverso due strutture che rifletteranno i criteri più performanti in campo energetico e ambientale. Si tratta, in particolare, di realizzare edifici immersi nel verde, che siano raggiungibili e percorribili mediante percorsi privi di barriere architettoniche con accesso e transito facilitato a passeggini e mezzi adoperati dai diversamente abili. Viene dato particolare rilievo all'interno e all'esterno degli edifici, in modo che si intreccino e l'utente possa restare in costante contatto visivo con i propri figli. Gli edifici progettati avranno pavimenti radianti che assicureranno le giuste temperature calde e fredde nelle diverse stagioni, ci sarà inoltre un sistema di ventilazione naturale a supporto dell'impianto meccanizzato per garantire la salubrità dell'aria». Insomma, asili 4.0….

 

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