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Catania

Rifiuti, Catania verso il “porta a porta” totale: ecco quando (e dove) scomparirà l'ultimo cassonetto

Anche il Lotto Centro pronto a cabiare il sistema di gestione: si comincerà il 29 a Picanello, poi dal 20 giugno a Nesima inferiore e Borgo-Cibali

Di Maria Elena Quaiotti

Le strade della città non sono un vespasiano, né un posacenere, tantomeno un cassonetto “en plein air”. A proposito di cassonetti, dal primo settembre spariranno tutti dalla circolazione. Nel frattempo la raccolta “porta a porta” inizierà anche nel lotto Centro, la parte più grande della città, con calendario unico per tutta la città, ovvero il lunedì plastica e metalli, martedì, giovedì e sabato organico, mercoledì carta e cartone, giovedì vetro e venerdì “residuale” (da oggi e per essere più chiari l'“indifferenziato” viene chiamato così). 

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L’avvio sarà progressivo: dal 29 maggio a Picanello, dal 20 giugno a Nesima inferiore e Borgo-Cibali, dall’11 luglio in via Palermo e a San Leone, dall'8 agosto in centro storico e dal primo settembre a Castello Ursino e zona Faro. L’estate vedrà anche la novità della raccolta differenziata estesa ai lidi balneari e alle spiagge libere. Infine le telecamere, entro dieci giorni saranno tutte installate e operative, come deterrente e controllo contro gli abbandoni indiscriminati di spazzatura e le micro discariche. Che a volte diventano macro, come ancora in questi giorni alle spalle della Pescheria non appena superati gli Archi della Marina.

È la sintesi dei punti affrontati ieri mattina in conferenza stampa a palazzo degli Elefanti, presenti il vice sindaco facenti funzioni Roberto Bonaccorsi, che ha esordito “Differenziamo Catania, finalmente”, l'assessore all'Ecologia Andrea Barresi, «il messaggio è chiaro, l'impegno di tutti ancora di più e la città sta rispondendo. Sono oltre 10mila le multe elevate, specie a chi dall'hinterland getta i propri rifiuti in città». C'erano il comandante della polizia locale Stefano Sorbino, i presidenti della Srr Francesco Laudani e del Consorzio Gema, Pasquale D'Errico, che si è aggiudicato la gestione del “porta a porta” nel lotto Centro e firmerà il contratto il 20 giugno.

«Il vostro è un territorio splendido, difficile, ma non più di altri - ha esordito D'Errico, che ha lo stesso “core business” anche in Campania e Puglia - l’informazione, la formazione e la partecipazione di tutti sono cruciali, l'aspettativa finale di tutti è avere una città più pulita e riuscire ad abbassare la Tari».

Stavolta la “campagna informativa” sta partendo con largo anticipo con la distribuzione, da oggi, di volantini casa per casa. Ma c'è anche l'app “Differenziamo Catania”, dove si potranno trovare i calendari, le risposte alle domande più frequenti, i numeri per prenotare il ritiro degli ingombranti, ma anche una sezione per le segnalazioni. Quindi pensateci la prossima volta che butterete un sacchetto per strada (peggio se è quello nero, di cui è bandito l'utilizzo) o nel cassonetto (finché ci sono) sbagliato, per non parlare degli ingombranti (da materassi a frigoriferi, e ultimamente nella “munnizza” è finita anche una barca): «il rifiuto indifferenziato, che si raccoglie una volta a settimana, non è la libertà di conferire qualsiasi rifiuto, ma è ciò che non è possibile differenziare - è Laudani a evidenziare un principio base, ma non ancora ben chiaro ai catanesi - noi, insieme all'amministrazione comunale e alle ditte ci stiamo mettendo l'impegno, la città aspettava il servizio da tanto tempo e siamo certi che risponderà bene».

«Siamo a oltre il 50% di raccolta nel lotto Nord e a circa il 40% nel Sud, dove abbiamo qualche problema soprattutto nella zona di Librino, per accumulo di rifiuti indifferenziati - ha sottolineato Carmelo Peluso, direttore Srr - con il lotto Centro speriamo di raggiungere il 40-42% per tutta la città, sarebbe un ottimo risultato. Rispetto a ottobre, quando abbiamo iniziato, abbiamo circa 120 tonnellate di rifiuti indifferenziati in meno al giorno, e al costo attuale, 240 euro più iva a tonnellata, il risparmio, per tutti, è evidente. Saremo veloci, perché non sappiamo più dove portare i rifiuti, il tema è regionale, ma anche nazionale».

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