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Catania

Sant'Agata d'Agosto: ecco i percorsi per venerare le reliquie della santa patrona

Messo a punto il piano di sicurezza per consentire la venerazione ai devoti nei giorni 16 e 17 nel rispetto delle norme anti-Covid

Di Redazione

Ha avuto oggi il suo imprimatur ufficiale, nel corso della prevista riunione per Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Maria Carmela Librizzi, il piano per la sicurezza predisposto dal Comitato per i festeggiamenti per le imminenti celebrazioni estive di Sant’Agata. Il programma, che ovviamente rispetta la vigente normativa antiCovid e le linee guida della Cesi, che vietano le processioni, prevede comunque un contatto ravvicinato fra i devoti e le reliquie dalla Patrona tanto amata. 

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Così, lunedì 16 dalle 10 alle 21 la Cattedrale rimarrà aperta per accogliere i fedeli che potranno venerare le reliquie della Patrona - lo scrigno e gli altri reliquiari minori che contengono parti del corpo della martire catanese e il suo prodigioso velo - esposte sull’altare maggiore. Lo stesso avverrà martedì 17, giornata della festività dalle 8 alle 13. Come avverrà tutto ciò? La fila verso la Cattedrale si snoderà attraverso via Santa Maria del Rosario, dalla quale si dipartono i due canali di accesso costituiti da via Raddusa e via Sant’Agata. Attraverso queste strade si giunge su via Vittorio Emanuele II fino all’ingresso laterale del cortile della Cattedrale, il primo, posto nelle vicinanze di Ppiazza Duomo, e da questo i fedeli affluiranno verso l’ingresso della navata est della Cattedrale stessa e procederanno secondo le indicazioni dei volontari che provvederanno al controllo della temperatura e inviteranno ad indossare la mascherina ed igienizzare le mani. Non è richiesto invece il green pass perché il relativo decreto non lo prescrive nelle chiese. Giunti alla Cappella di Sant’Agata sfileranno verso l’altare centrale dove potranno sostare velocemente in preghiera davanti le Sacre reliquie. Il deflusso avverrà attraverso la navata centrale e poi l’uscita sarà dal secondo ingresso laterale del cortile della Cattedrale con deflusso verso piazza San Placido. I due flussi in entrata e in uscita non avranno ovviamente alcuna sovrapposizione.

 

 

Su piazza Università e nei percorsi di canalizzazione verso l’accesso al cortile della Cattedrale saranno possibili i controlli sugli accessi necessari al mantenimento delle condizioni di sicurezza previste, sempre, dai protocolli Covid. A controllare ci saranno le forze dell’ordine e all’interno della Cattedrale, appositi steward e volontari. Piazza Duomo resta accessibile da tutte le vie che vi confluiscono, fatta eccezione per via Etnea che consentirà il solo passaggio verso Piazza Università per evitare formazione di flussi anomali; tuttavia, da Piazza Università si potrà arrivare a Piazza Duomo attraverso via Roccaforte e via Merletta. Inoltre, è fatto assoluto divieto sostare davanti i cancelli del sagrato della Cattedrale per evitare ogni eventuale assembramento.
Il piano, redatto per il Comitato dall’ing. Luigi Grasso non prevede invece numeri complessivi, fermo restando la capienza massima (in tempi di pandemia) della Cattedrale. “I flussi – spiega il presidente del Comitato, dott. Riccardo Tomasello – verranno monitorati momento per momento. Cercheremo di bilanciare il tutto accelerando o rallentando la fila, per assicurare ad ognuno in sicurezza qualche momento di preghiera personale davanti l’altare maggiore. Certo, nessuno immagini lunghe soste. È un segnale, questo che le autorità religiose e civili hanno inteso dare con l’esposizione delle reliquie, ed è un segnale importante che va colto. E io che sono sempre in contatto con loro, sono fiducioso che questa opportunità venga accolta dai devoti al meglio fra fede e compostezza”. Alle 18 di martedì 17 le celebrazioni continueranno a porte chiuse e senza la presenza fisica dei fedeli. L’arcivescovo mons. Salvatore Gristina, insieme con il sindaco Salvo Pogliese, presiederà alle operazioni di apertura del sacello e all’esposizione del busto reliquiario della santa Patrona. A seguire la celebrazione della messa, al termine della quale il busto reliquiario sarà riposto nel sacello. La celebrazione liturgica, alla quale parteciperà soltanto il sindaco in rappresentanza della intera cittadinanza, sarà trasmessa in diretta streaming sui canali Facebook e YouTube dell’arcidiocesi e da alcuni canali televisivi.

Se il presidente Tomasello è sereno per lo svolgimento delle ormai prossime celebrazioni, non nasconde invece la sua amarezza per i rilievi che - come abbiamo pubblicato - fa in una nota il Comitato per la legalità della festa, sul bilancio consolidato della festa per il 2020.  «Io mi sento offeso, non nella mia qualità di presidente pro tempore del Comitato - dice - ma come uomo. Ho sempre ascoltato e fatto tesoro dei rilievi e dei suggerimenti del Comitato della legalità, che da tempo mi chiedeva questi conti. Avrei dovuto aspettare la pubblicazione ufficiale da parte del Comune che sarebbe avvenuta non prima di fine settembre, cioè dopo la fine del nostro mandato (prevista per il 14 settembre n.d.r.). Ma nel segno della trasparenza che ha sempre contraddistinto la mia gestione, ho forzato le cose e ho inviato loro il bilancio. Mi aspettavo una risposta e la richiesta di un incontro. E invece mi sono ritrovato questa nota senza alcun contraddittorio». Tomasello, che si dice disponibile a qualsiasi confronto, anticipa tuttavia che i rilievi maggiori sulle spese, «che sono congrue con le attuali condizioni», riguardano quelle previste istituzionalmente. «Dal 2020 la festa di Sant’Agata è soggetta alla legge Gabrielli che prevede un piano specifico di Safety, che è stato necessario fare redigere ad esperti esterni e la presenza obbligatoria di alcune figure, come gli steward iscritti in Prefettura o i medici che abbiamo dovuto pagare noi». «Mi si rimprovera – continua Tomasello - anche la spesa di quasi 80mila euro per la manutenzione della Festa, ma è un capitolo che ho voluto inserire io perché credo che sia necessario per preservare questo patrimonio storico unico al mondo. L’anno scorso è stato restaurato il baiardo, a giorni partirà finalmente il restauro della cosiddetta Mamma, la candelora più grande, quella dei panettieri, ridotta talmente male che nel 2020, come si ricorderà non riuscì a sfilare fra le altre. E altri restauri, via via, saranno necessari. Mi auguro perciò - conclude - che i miei successori continuino sulla strada delle manutenzioni».

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