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Catania

Scavi al Giardino Bellini con un rimpallo di responsabilità

Si tratta di lavori dell'Enel per ampliare la cabina di alimentazione a servizio del nuovo pronto soccorso del Garibaldi Centro. «Ufficio Verde e Ufficio traffico urbano: «Mai dato autorizzazioni». La Soprintendenza avrebbe verificato con un sopralluogo

Di Pinella Leocata

Il sentiero che corre dentro il Giardino Bellini, da piazza San Domenico verso via Etnea, è ingombro di enormi tubi, lunghissimi, mentre altri vecchi e arrugginiti sono posti lungo i delicati e antichi vialetti fatti di ciottoli di fiume. Un percorso interrotto da lavori in corso, che obbligano i passanti a deviazioni, e da uno scavo davanti all’ingresso della cabina dell’Enel che si apre in corrispondenza della fine del viale degli Uomini Illustri, sotto il busto di Mario Rapisardi. 

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Che succede all’unico giardino in centro storico, di cui peraltro i catanesi denunciano lo stato di abbandono? Che tipo di lavori sono in corso? Anche perché non sono opere da giardiniere, ma interventi per sottoservizi e infrastrutture. La responsabile comunale dell’Ufficio Verde pubblico, l’arch. Marina Galeazzi, spiega che si tratta di lavori dell’Enel fatti per ampliare la cabina di alimentazione a servizio del nuovo pronto soccorso del Garibaldi Centro. «Lavori di cui sono stata informata soltanto al loro inizio e di cui, non essendo di mia competenza, non so di più. Io mi occupo soltanto della vegetazione del giardino, non del sottosuolo. Sono altri enti superiori a dovere dare le autorizzazioni. Di sicuro l’Enel avrà chiesto e ottenuto i pareri positivi dell’Ufficio traffico urbano e sottosuolo del Comune e della sovrintendenza». Ma una cosa vuole sottolinearla, ed è che il problema è all’origine, nel fatto che una cabina primaria dell’Enel sia stata realizzata, nel 1954, dentro la Villa storica di città, a ridosso del criptoportico dell’antico labirinto Biscari, parte storica tutt’ora conservata, anche se non aperta al pubblico. E questo significa che il Giardino monumentale di città viene coinvolto ogni volta che bisogna intervenire su questa cabina e sui relativi allacciamenti, come in questo caso. «Ai tempi dei lavori di restauro del Giardino chiesi di spostare altrove questa cabina dell’Enel, ma la mia proposta non venne accettata. Mi sono assicurata che non si facciano lavori di scavo in superficie per la posa delle tubature e so che questi corrono sottoterra e che sono realizzati grazie ad una talpa che scava il sottosuolo».

 

 

Differente la versione dell’Ufficio del traffico urbano del Comune. «L’Enel - spiega il direttore ing. Salvo Marra - sta sostituendo tutti i cavi delle linee di alimentazione delle cabine principali dell’elettricità e una di queste passa sotto la Villa Bellini arrivando da via Antonino Longo e da via Androne. Questo ufficio ha dato le autorizzazioni necessarie per quanto riguarda i lavori in sede stradale, ma nulla ha detto, e sa, relativamente agli interventi all’interno del Giardino Bellini perché non è di competenza di questo ufficio, ma dell’ufficio del Verde che ha in carico la gestione della Villa e a cui spetta dare il proprio nulla osta. Inoltre per interventi del genere su un bene monumentale protetto ci vuole il parere della sovrintendenza». 

 

 

Ma la sovrintendente Donatella Aprile non è stata informata dell’inizio di questi lavori e i suoi uffici, in questi giorni di vacanza, non sono in grado di dire se è stato dato un parere positivo a questo progetto dal momento che ne è stato presentato più di uno con riferimento a diverse strade e al Giardino Bellini che è un bene pubblico tutelato sul quale - sottolinea la sovrintendente - deve vigilare la responsabile dell’Ufficio del Verde. Di certo c’è che proprio per oggi da tempo era già in calendario un sopralluogo alla Villa in vista di questi lavori. «Una cosa è certa. La sezione archeologica della sovrintendenza non è stata informata dell’avvio dei lavori e degli scavi che possono avere luogo solo alla presenza di un archeologo che constata se ci sono ritrovamenti di interesse, e in tal caso valuta il da farsi, o se i lavori possono proseguire tranquillamente. I lavori, dunque, non sarebbero dovuti iniziare. In occasione del sopralluogo valuteremo che cosa è successo e se tutto è regolare e prenderemo i nostri provvedimenti». 

Dopo oggi ne saprà di più. Ed è importante per la tutela di questo importante monumento verde, caro a generazioni di catanesi, e per chiarire chi abbia la responsabilità di provvedere alla sua salvaguardia. 

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