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Catania

Scuola “Mary Poppins”, lavoratrici e mamme in piazza per chiusura centro diurno

 Il sit in di protesta indetto da Cgil, Cisl e Uil, organizzato stamattina in piazza Università a Catania, si è trasformato in un blocco stradale

Di Redazione

Si è trasformato in un blocco stradale il sit in di protesta indetto da CGIL, CISL e UGL e organizzato stamattina in piazza Università a Catania da lavoratrici e mamme della “Mary Poppins” di Librino, la scuola per la prima infanzia e primaria, che due anni fa si è vista chiudere il centro diurno dall’amministrazione comunale e ridimensionare il numero degli scolari. Nonostante il sit-in sia stato organizzato per cercare un confronto con il sindaco Pogliese, nessun rappresentante di Palazzo degli Elefanti ha ricevuto le cittadine e i cittadini che da tempo chiedono attenzione per i servizi destinati al quartiere periferico e l'atteggiamento tenuto dalle istituzioni è stato confermato, seppur simbolicamente, dalla chiusura del portone del palazzo di città.

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A segnalarlo sono Rosaria Leonardi, segretaria confederale della Cgil, e Gaetano Del Popolo, segretario generale della Fp Cgil di Catania; presenti anche rappresentanti di Fisascat CISLe Ugl. A seguito della  protesta l’amministrazione ha fissato un appuntamento con i rappresentanti della “Mary Poppins”  per venerdi 3 settembre alle 11 con l’assessore comunale ai Servizi sociali, Giuseppe Lombardo. L’ aver rimandato ulteriormente il confronto, ha di fatto contrariato i manifestanti che hanno organizzato un blocco del traffico di via Vittorio Emanuele, in particolare le madri che oramai si dichiarano esasperate dai continui disguidi. 

“Lo scorso mese lo stesso sindaco Pogliese aveva ammesso la necessità di organizzare nuovi servizi per minori a Librino, in occasione di un’iniziativa con il presidente del Tribunale dei minori e della presidenza della Commissione Antimafia - commentano Leonardi e Del Popolo- Un proposito giusto ma che stride con la realtà di Librino  che si è vista chiudere un Centro diurno funzionante che oggi potrebbe soddisfare anche gli spazi necessari al distanziamento sociale e perdere l’occupazione a 10 lavoratrici; altre sono in cassa integrazione e se la crisi non sarà risolta,  su 69 occupati circa la metà rischieranno di perdere il lavoro”.

La Cgil e Fp Cgil continueranno ad affiancare le lavoratrici della “Mary Poppins” ricordando che -prendendo in prestito proprio le parole del presidente del tribunale Roberto Di Bella - “18 mila ragazzini catanesi dai 10 ai 16 anni che non vengono mandati a scuola” lasciando così campo libero alla pressione della criminalità organizzata.
 


 

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