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Catania

Una panchina bianca per le vittime della strada

Iniziativa di Rotacact Catania Ovest,  III Municipio, Aivis  e Giovani Acli per sensibilizzare al rispetto del codice della strada

Di Damiano Scala

Una  panchina bianca per non dimenticare, una panchina bianca per sensibilizzare l’opinione pubblica e ribadire - qualora ce ne fosse ancora bisogno - che le norme del codice stradale ci sono e vanno rispettate sempre. Stamattina in piazza Trento il Rotaract Catania Ovest, il comune di Catania attraverso il III municipio, l’associazione Aivis e i Giovani delle Acli di Catania hanno dedicato una panchina bianca alle vittime e ai superstiti della strada. Un simbolo che coglie nel segno perché il dolore di parenti e amici non lo si riesce a cancellare nemmeno con il passare degli anni.

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Santina Longo ha perso la figlia diciassettenne, circa un anno fa, mentre la ragazza stava tornando a casa dopo una festa. Accanto a lei, Domenico Pisano racconta del fratello vittima di una grave incidente e morto dopo oltre 4 anni di coma: persone diverse, storie diverse ma tutte accumunate da un dolore che non si può descrivere a parole. Da qui la proposta del consigliere di “Borgo-Sanzio” Orazio Grasso di realizzare la panchina bianca in piazza Trento. Un’idea approvata dalla III commissione consiliare- presieduta dal consigliere Diego Strano- e diventata subito operativa. “Si tratta di un piccolo simbolo per ricordare coloro che non sono più tra noi e per ribadire ai sopravvissuti di incidenti stradali che non devono sentirsi soli- sottolinea il presidente del III municipio Paolo Ferrara- il nostro territorio, alcuni giorni fa, è stato teatro di una tragedia che ci ha profondamente scosso. Occorre maggiore rispetto del codice della strada e più attenzione da parte di coloro che si mettono alla guida ad ogni ora del giorno e della notte”. Dagli ultimi dati risulta che a Catania circa il 70% degli incidenti colpisce i giovani tra i 20 ed i 30 anni e le cause sono sempre le stesse: la distrazione e l’alta velocità. L’uso del cellulare, uno stato fisico alterato da droghe o da alcool ed ecco che l’incidente è dietro l’angolo. “Spesso basta semplicemente rispettare poche ma importanti regole comportamentali che potrebbero evitare di mettere in pericolo loro e chi gli sta accanto- afferma il consigliere del III municipio Orazio Grasso- ad oggi troppe persone piangono i propri parenti o amici che non ci sono più: anche io ho avuto un dolore simile e capisco perfettamente cosa si prova. A questo proposito lancio un appello ai più giovani chiedendogli di tenere sempre un comportamento responsabile tutte le volte che si devono mettere alla guida”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente della III commissione consiliare di “Borgo-Sanzio” Diego Strano. 


“Manca la cultura del rispetto del codice stradale. Con la fase post-covid la gente esce per andarsi a divertire ed è questo il momento in cui l’attenzione alla guida dev’essere totale. Basta assumere droghe o alcool, oppure utilizzare il cellulare al volante, altrimenti assisteremo all’ennesimo bollettino di guerra”. In una metropoli come Catania, che storicamente ha sempre avuto grandi difficoltà di viabilità e che quotidianamente deve fare i conti con migliaia e migliaia di autovetture che ogni giorno si riversano sulle sue strade, le associazioni fanno squadra per dare il loro contributo e cercare di invertire questa tendenza. “La panchina bianca nasce con l’obiettivo di sensibilizzare e persone al rispetto del codice stradale- ribadisce Alessandra Pennisi, presidente del Rotaract Catania Ovest- appena il III municipio di Catania, che ringrazio, ci ha voluto coinvolgere in questo progetto abbiamo acquistato immediatamente il materiale necessario a realizzarlo”. “Siamo veramente grati per queste iniziative perché la gente va sensibilizzata costantemente- fa eco Giordana Sabbi, socia dell’associazione Aivis- ogni anno si registrano tanti morti sulle strade e sono spesso i più giovani a pagare il prezzo più alto di queste tragedie . Ciò che promuoviamo è l’attenzione verso le regole stradali e soprattutto sensibilizzare le istituzioni per fare di più in termini di sicurezza”.

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