Ognina, il Tar annulla la concessione edilizia per allargare il porticciolo
Alcuni residenti nel 2008 fecero ricorso contro il progetto de La Tortuga
La sentenza è arrivata dopo sedici anni. Ma il Tar non lascia spazio ad equivoci. La concessione edilizia rilasciata a La Tortuga dal Comune (I Servizio, VII Direzione, n. 07/0689) il 20 dicembre 2007 è stata annullata. E quindi il progetto di riqualificazione, ampliamento e completamento del porto turistico e dello specchio d’acqua di Ognina, via Marittima, non avrebbe i titoli edilizi necessari. Ma nel frattempo il piano della società si è allargato. E infatti i ricorrenti Natalina Arena, Eduardo Capizzi, Anna Di Paola e Armando Finocchiaro (che hanno legittimità al ricorso in quanto proprietari o residenti di unità immobiliari) hanno negli anni - la prima impugnazione risale al 2008 - presentato diversi motivi aggiuntivi. E rimettendo alla valutazione dei giudici amministrativi anche atti di Palazzo degli Elefante, il genio civile, la soprintendenza, l’assessorato regionale territorio e ambiente, la capitaneria di porto, l’agenzia del demanio.
Ma andiamo in ordine. Nelle 50 pagine di sentenza il Tar, in premessa e dopo aver sintetizzato 16 anni di causa, ha stabilito che i ricorrenti «siano legittimati» e abbiano interesse «a contrastare le decisioni di natura squisitamente urbanistico-edilizia adottate dall’amministrazione comunale». Il tribunale pone una serie di ragioni. Ne elenchiamo alcune. «Gli immobili degli odierni interessati risultano in gran parte ex-residenze di pescatori, cioè costruzioni tradizionali di contenuta altezza e l’intervento contestato incide sulla visuale, sul panorama, sull’amenità e, in definitiva, sulla godibilità degli immobili». E inoltre per il Tar la destinazione delle strutture autorizzate «incide negativamente sul carico urbanistico dell’area».
I giudici amministrativi, inoltre, fanno proprie le risultanze del parallelo processo penale che è terminato in Cassazione con la dichiarazione di intervenuta prescrizione. Il Tar mette in collegamento i rapporti tra i vari strumenti di pianificazione urbanistica, in particolare Prg (vecchi di oltre 50 anni), Piano Regolatore Portuale e il Piano di utilizzo dell’area marittima. Va ricordato che il primo giugno 2004 il porto di Ognina è stato classificato di categoria II, classe III, con destinazione «turistica e da diporto, peschereccia» e l’area oggetto della concessione edilizia ricade in “area privata vincolata”, che è disciplinata dall’art. 23 delle Norme Tecniche di Attuazione, «il quale inibisce l’aumento della preesistente consistenza edilizia, con esclusione di nuove costruzioni, sia pure a carattere precario, e ammette, a parità di volume, la demolizione e ricostruzione di manufatti esistenti.
E quindi «nel caso in esame, non esistendo all’epoca dei fatti un Piano Regolatore Portuale e un essendo stato approvato il Piano di utilizzo del demanio marittimo, l’area in questione era soggetta alla disciplina vigente del Piano Regolatore Generale e delle relative Norme Tecniche di Attuazione». In conclusione «la concessione edilizia del 20 dicembre 2007 risulta illegittima per violazione dell’art. 23 delle Norme Tecniche di Attuazione».
Un ingarbugliato scenario normativo che il Tar ha sciolto annullando la concessione edilizia e altri atti. La Cassazione - nel processo penale - fece un passo in più. Il Tar cita un passaggio essenziale: «Trattandosi di area vincolata non era possibile aumentare la consistenza edilizia già in essere» e quindi «il permesso di costruire rilasciato dal Comune doveva giudicarsi illegittimo».
Il Tribunale Amministrativo, con la sentenza pubblicata lo scorso 31 gennaio, sancisce che «sulla scorta di tali condivisibili rilievi va, quindi, disposto l’annullamento della concessione del 20 dicembre 2007, contestata con il ricorso introduttivo e con i primi tre motivi aggiunti». A seguito della camera di consiglio, il Tribunale composto dai magistrati (Daniele Burzichelli, presidente estensore Salvatore Accolla, referendario Emanuele Caminiti, referendario) ha ordinato che la sentenza «sia eseguita dall'autorità amministrativa». È probabile che la società e gli enti coinvolti presentino ricorso davanti al Cga. Intanto i residenti di via Marittima incassano la vittoria. «Un risultato importante. Di cui seguiremo le ripercussioni», commentano.