Blitz Mercurio, l'arresto di Castiglione e gli affari sul cimitero da dare in mano ai privati
Dalla manutenzione dei loculi alla costruzione delle tombe: il nuovo regolamento avrebbe spianato la strada ai clan
«Attonito» è probabilmente l’aggettivo che si adatta meglio al tono di voce di chiunque, a Palazzo degli Elefanti, parli in questi giorni dell’arresto del deputato regionale Mpa Giuseppe Castiglione. Al municipio di Catania lo conoscono tutti, per un lungo elenco di motivi: perché figlio di Santo, ex assessore comunale, ex presidente dell’Autorità portuale, volto storico dell’autonomia in salsa etnea; perché consigliere comunale tra il 2013 e il 2018 e poi, di nuovo, tra il 2018 e il 2022, quando è stato presidente dell’aula consiliare. Non è uno di quei casi in cui si dice «Salutava sempre». È più lo stordimento di chi ha letto i giornali e comprende la gravità dell’accusa di voto di scambio politico-mafioso.
Nessuno vuole rilasciare dichiarazioni, per dispiacere umano e dolore politico. Ma anche per questioni di opportunità istituzionale: uno dei fatti più pesanti a carico di Castiglione è che, «con assoluto disprezzo per la cosa pubblica, si era completamente prostrato ai propri interlocutori, pronto a esaudire le loro richieste e aveva consentito loro di fare breccia nella cosa pubblica, controllando le decisioni che venivano adottate e che avrebbero dovuto essere di pubblico interesse». Con particolare riferimento al cimitero di Catania: il nuovo regolamento dei servizi cimiteriali, approvato dal Consiglio a ottobre 2022, sarebbe stato il modo di aprire la porta alla famiglia Santapaola-Ercolano, consentendole di infiltrarsi nella gestione del camposanto e in un project financing. L’idea, contenuta in 40 pagine, sarebbe stata presentata in un bar di piazza Duomo a un tale Nuccio, assessore coi baffi «non meglio identificato», che avrebbe potuto parlare con qualcuno di importante in municipio. Di assessori che corrispondano alla descrizione, nel 2022, non ce n’erano.
Secondo quanto appreso da questo giornale, però, una soluzione simile circolava tra i corridoi dell’amministrazione. Castiglione ha dichiarato ieri, durante l’interrogatorio di garanzia, che la delibera sul regolamento gli era stata trasmessa con urgenza per la trattazione in aula. Ai tempi, a fare le veci degli organismi politici, era il commissario straordinario Federico Portoghese. Chi, in quei giorni, frequentava il municipio, ricorda che la possibilità di collaborare con i privati nella gestione dei servizi cimiteriali era tenuta in considerazione. E ricorda altresì, come peraltro emerge dal verbale della seduta, che tutti gli emendamenti presentati al regolamento sono stati fatti propri dall’amministrazione dell’epoca. Il project, insomma, non era un’ipotesi peregrina. Ma non era ancora stata formalizzata.
«Chiederemo un approfondimento sui servizi cimiteriali e sul Regolamento approvato nel 2022», dichiarano Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio, rispettivamente vicepresidente della commissione Lavori pubblici e presidente della commissione Statuto e regolamenti. «Quello di Castiglione e degli altri esponenti politici coinvolti non è un caso isolato, ma è parte di un sistema di collusione tra mafia e politica che continua a essere radicato e consolidato nel nostro territorio - continuano Bonaccorsi e Ciancio - Un sistema che non può essere smantellato solo tramite azioni giudiziarie e repressive, ma che richiede un profondo esame di coscienza da parte della classe politica, la quale deve sviluppare autonomamente anticorpi contro ogni forma di infiltrazione criminale».
La frase dei pentastellati sugli anticorpi da sviluppare trova sponde anche in maggioranza: bisogna alzare l’asticella ancora di più, dice qualcuno. Il riferimento è alla presenza di Fabio Taccia, amico fraterno di Castiglione, alle «cene elettorali» con alcune delle persone arrestate nell’operazione Mercurio. Fino a poche settimane fa, il nome dell’imprenditore era in pole position per la nomina a presidente dell’Amts, ed è saltata solo per una questione di requisiti. La riflessione ad alta voce è, più o meno, la seguente: anche se Taccia non è nemmeno indagato, se fosse stato nominato all’Amts e poi fossero uscite queste notizie? Che avrebbe detto l’amministrazione?