Schiacciato sotto una catena: così è morto il marinaio di una nave nel porto di Catania, c'è un indagato
Indagini della Procura di Catania che ha sequestrato l'area dell'incidente
L’accesso al porto di Catania è blindato. La darsena dove sono ormeggiate le varie navi cargo, tra cui l’imbarcazione delle flotta Grimaldi dove è avvenuto il tragico incidente in cui ha perso la vita Vincenzo Giova, un napoletano di 52 anni, è off limits ai non addetti ai lavori.
Stamattina, a Catania, sono arrivati anche i parenti del marinaio che è rimasto schiacciato sotto una grossa catena, per motivi ancora tutti da chiarire, durante le operazioni di carico (imbarco) dei container nella nave, che è stata posto sequestro dalla procura di Catania, che ha anche dato mandato per le indagini alla polizia di frontiera.
Indagato il manovratore
Il manovratore, un catanese sessantenne, è stato iscritto nel registro degli indagati ed è difeso dall’avvocato Luca Blasi. «Si tratta di un atto dovuto a garanzia dell’indagato che consentirà di partecipare ad eventuali accertamenti irreperibili», commenta l’avvocato.
«Stiamo facendo le indagini per ricostruire la dinamica», dice il procuratore Francesco Curcio a La Sicilia. Già ieri sera sono cominciati i rilievi della polizia scientifica che sta supportando i colleghi della Polaria nell’espletamento degli accertamenti necessari ad avere un quadro completo dell’incidente sul lavoro. Sono stati sentiti anche tre membri dell’equipaggio come persone informate sui fatti. Nel pomeriggio potrebbe arrivare a Catania l’armatore de La Grimaldi. Un’altra lapide si aggiunge alla tragica scia di sangue delle morti sul lavoro.
La compagnia Grimaldi in una nota si è deta è vicina alla sua famiglia e i loro funzionari sono a Catania per seguire il caso da vicino.
Il cordoglio dei sindacati
«Vincenzo Giova, marinaio di 52 anni, ha perso la vita ieri mentre era imbarcato sulla nave Eurocargo Ravenna- Palermo della compagnia Grimaldi. Le dinamiche dell’incidente non sono ancora chiare, ma secondo le prime ricostruzioni l’uomo sarebbe rimasto schiacciato, morendo sul colpo, durante un’operazione di carico e scarico della nave».
Lo hanno scritto in una nota congiunta la Cgil e la Cisl, la Filt Cgil e la Fit Cisl di Catania, che si dicono «addolorati e arrabbiati» perché ancora una volta «un lavoratore ha perso la vita mentre si guadagnava da vivere». «Giova, padre di quattro figli, campano - proseguono i sindacati - lavorava da anni nel settore marittimo e non ha più fatto ritorno a casa lasciando nel dolore i propri familiari e tutte le persone che lo amavano. È una storia che non vorremmo più raccontare e che invece si ripete in contesti lavorativi sempre diversi, ma con dinamiche sempre analoghe».
«Siamo convinti che queste tragedie potrebbero essere evitate - sottolineano i sindacati - se solo si investisse di più nei sistemi di sicurezza, nella formazione, nei controlli e in tutto ciò che ha a che fare con la sicurezza di chi opera in tutti i luoghi di lavoro. Continueremo a fare la nostra parte affinché si arrivi a questi obiettivi e non abbandoneremo mai questa battaglia che giudichiamo prioritaria nell’azione sindacale. Ci stringiamo con grande dolore ai familiari del lavoratore».