Catania, «miglioramento sorprendente per un paziente Covid curato con plasma iperimmune»

Di Giuseppe Bonaccorsi / 16 Novembre 2020

Il primario spiega anche per quali motivi negli ultimi giorni prima della somministrazione del plasma si è dovuto attendere. «Avevamo congelate una ventina di sacche, ma purtroppo non potevamo utilizzarle perché il protocollo prevede che debba essere fatto un test, che si chiama test degli anticorpi neutralizzanti. Significa che devo sapere quanti anticorpi sono efficaci per aiutare alla guarigione il paziente al quale lo somministriamo. Il virus di proteine ne ha quattro, ma è una sola quella che è letale. Quindi gli anticorpi devono essere diretti contro la proteina cosiddetta spike

Avete dovuto mandare dei campioni di plasma al Policlinico di Pavia?

«Ad agosto l’assessorato aveva comunicato che avremmo dovuto fare una convenzione col Policlinico di Palermo che si stava attrezzando per diventare centro di riferimento per effettuare questi test. Ma così non è stato e noi due settimane fa, con l’approvazione della direzione generale e sanitaria, abbiamo stipulato una convenzione col Policlinico San Matteo di Pavia, precursore nella realizzazione del plasma iperimmune. Quindi abbiamo già effettuato il primo invio dei campioni di plasma realizzato e oggi invieremo altri campioni. Nel frattempo le sacche che realizziamo le congeliamo in attesa del responso. Proprio grazie a questi risultati abbiamo potuto fare le prime trasfusioni a un avvocato e a un medico».

Conferma che sono tante le persone che vengono a donare?

«Sì. Anche di domenica abbiamo effettuato prelievi e diverse persone hanno atteso anche delle ore il loro turno. Abbiamo avuto davanti alla porta tanti, tanti donatori. E vorrei lanciare un appello. Chi è guarito recentemente è il soggetto più indicato perché ha una carica immunitaria più alta di chi è guarito ad aprile».

Che risultati vi aspettate di ottenere?

«Noi non siamo clinici. La nostra unità clinica di riferimento è quella del prof. Bruno Cacopardo. Però abbiamo già chiesto riscontro ai colleghi e sembra che i risultati siano incoraggianti. Il radiologo ricoverato ha avuto un miglioramento sorprendente».

In Sicilia sono già otto i centri di raccolta del plasma per la cura autorizzati dal Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’ assessorato regionale della Salute che in una nota fa presente che i centri sono i «servizi trasfusionali presso i policlinici di Palermo e Catania, le Asp di Trapani, Caltanissetta e Ragusa e gli ospedali Papardo di Messina e Garibaldi di Catania, tutti autorizzati alla fine della scorsa primavera.Possono donare quei cittadini guariti recentemente dal Covid 19 essendo ancora dotati di plasma iperimmune. Nell’Isola la cura con il plasma è stata somministrata di recente su alcuni pazienti della provincia etnea».

Tra donatori degli ultimi giorni anche il vescovo di Caltagirone, mons, Calogero Peri che ha donato il suo sangue al centro trasfusionale del Garibaldi.

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