I pediatri: «C'è bisogno di un vaccino sicuro per i bambini»
In Italia il 5,5% dei casi (240.105) con 14 decessi riguarda la fascia di età 0-9 anni, mentre il 10,0% (436.938) con 16 decessi riguarda la fascia di età 10-19 anni
I bambini al momento sono lasciati giocoforza fuori dalla campagna vaccinale, visto che al momento non ci sono vaccini anti Covid approvati per loro, ma bisogna fare ogni sforzo per accelerare le operazioni e includerli. L'appello, partito dai pediatri statunitensi, è stato raccolto anche dai colleghi al di qua dell’oceano,
«Abbiamo bisogno di un vaccino sicuro, efficace. Abbiamo bisogno di uno scudo con cui difendere anche i nostri bambini da questo terribile virus», è l’appello sui canali ufficiali della Società Italiana di Pediatria, da Facebook, a Twitter, Linkedin e Telegram, con cui gli esperti promuovono una futura estensione della campagna anche ai più piccoli.
Anche in Italia, sottolinea la Sip, il Covid continua a colpire i più piccoli. Nel nostro Paese, il 5,5% dei casi (240.105) con 14 decessi riguarda la fascia di età 0-9 anni, mentre il 10,0% (436.938) con 16 decessi riguarda la fascia di età 10-19 anni. Numeri ancora maggiori sono quelli statunitensi, raccolti dall’American Academy of Pediatrics. A fine luglio I casi di infezione da Covid 19 nella popolazione pediatrica sono pressochè raddoppiati: 71,726 contro i 38,654 della settimana precedente. La variante Delta dilaga e mette sempre più in pericolo la salute dei bambini, che occupano ormai il 19% del bollettino settimanale americano. Da inizio pandemia negli Usa 350 bambini sono morti a causa del COVID 19.
La necessità è sottolineata anche da uno studio appena pubblicato su Science Advances, secondo cui in qualche anno il Covid-19 potrebbe diventare una malattia prevalentemente pediatrica. I ricercatori hanno sviluppato il modello tenendo conto dell’andamento dell’epidemia in 11 paesi con una demografia molto diversa tra loro, Italia compresa, esaminando gli scenari risultanti dopo 1, 10 e 20 anni. «L'infezione ha un andamento chiaro, con gli effetti più gravi che aumentano con l'età - spiega Ottar Bjornstad, uno degli autori -. I risultati del nostro modello suggeriscono che il rischio di infezione con tutta probabilità si sposterà sui più giovani, man mano che la comunità adulta diventerà immune attraverso la vaccinazione o l'esposizione al virus. Lo stesso andamento si è visto per altri coronavirus e per l’influenza, una volta diventati endemici». (ANSA).