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Covid-19

«Più vaccinazioni e meno chiusure», la ricetta dell'assessore Razza

Il capo dell'assessorato regionale alla Salute ha anche spiegato che tra i ricoverati, per la stragrande maggioranza si tratta di persone che non si sono immunizzate

Di Redazione

«La ripresa della campagna vaccinale resta l’unica importante azione che si può compiere per salvaguardarci sia dal virus che soprattutto dalla crisi delle attività economiche, che rischierebbero altrimenti nuovamente un ritorno indietro verso la chiusura. Campagna vaccinale e salvaguardia delle attività economiche sono gli obiettivi più importanti delle prossime settimane». Lo ha detto l'assessore alla Salute della Regione Siciliana Ruggero Razza parlando con i giornalisti a Catania. «Stiamo molto incrementando le prime vaccinazioni. L’altro giorno abbiamo superato le 16mila prime dosi giornaliere, numero che non si vedeva da tanto tempo - ha concluso - e il combinato disposto dell’ordinanza del presidente della Regione e dei provvedimenti nazionali sta consentendo una più celere ripresa della campagna vaccinale».

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«La curva dei contagi cresce? E' fisiologico, ma è molto più basso il livello di gravità. Noi registriamo 26 ricoverati in terapia intensiva con un numero di positivi che è certamente più alto. Chi è ricoverato per Covid in degenza ordinaria o in intensiva è la stragrande maggioranza di non vaccinati o chi non ha completato il ciclo. Questo penso sia una risposta numerica seria a chi sostiene che il vaccino non sia utile».

«Sul tema dei migranti il presidente della Regione è stato molto chiaro richiamando ancora una volta le responsabilità del governo nazionale e soprattutto l'ipocrisia dell’Ue. La Regione si è fatta carico di predisporre l'organizzazione sanitaria a Lampedusa per effettuare il tampone a oltre 300 minori che hanno raggiunto l’isola, ovviamente uno sforzo messo in campo dal sistema sanitario regionale a tutela dei siciliani dei lampedusani. Però - ha osservato - è una di quelle cose che poi fa crescere la disaffezione verso le campagne di vaccinazione o verso l'impiego di strumenti, anche importanti, come il Green pass: non vorrei che si desse la sensazione che nei confronti dei cittadini italiani chiediamo molto di più a quello che viene chiesto ai cittadini che per i motivi più disperati e qualche volta disparati raggiungono le nostre coste. Grande rispetto per i migranti, tutela sanitaria, ma - ha concluso Razza - attenzione se il tema degli sbarchi può diventare non soltanto un’emergenza sociale, ma sanitaria».

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