Notizie locali
Pubblicità

Covid-19

A Catania il team che riabilita dal “Long Covid”: pazienti da tutta Italia

E dal 2022 spazi più ampi per la struttura all'avanguardia sorta nel centro di riabilitazione cardiorespiratoria dell’ospedale Garibaldi Centro

Di Maria Elena Quaiotti

Tempestività d’intervento e un team multidisciplinare composto da psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, cardiologi: è questa la “formula” per il “long Covid” adottata da sei mesi a questa parte nel centro di riabilitazione cardiorespiratoria dell’ospedale Garibaldi, l’unico del genere in Sicilia e nel sud Italia, qui vengono a curarsi da ogni parte dello Stivale. Ad oggi i pazienti sono stati una settantina. 

Pubblicità

L’intuizione del centro di riabilitazione da parte dell’Arnas Garibaldi, diretta da Fabrizio De Nicola, realizzato con il supporto della Regione siciliana e dell’assessorato alla Salute, è diventata vera e propria ricerca applicata in tempo reale nel campo del post Covid ed è già oggi oggetto di numerosi interventi in congressi medici in tutto il mondo. «Il Centro - precisa il responsabile Giuseppe Arcidiacono, che è anche primario di Cardiologia – sarà implementato a inizio 2022 con il trasferimento in sedi con spazi almeno 5 volte tanto quelli attuali, perché ipotizziamo che il “long Covid” ci impegnerà almeno per tutto il 2022». 

Come funziona la riabilitazione? 

«Nei nostri sei posti letto in degenza ordinaria possiamo tenere i pazienti anche un mese – spiega Arcidiacono – poi abbiamo quattro posti in day hospital per proseguire l’attività fisioterapica insieme alle altre previste, studiate su misura per ogni paziente. Innanzi tutto quella psicologica, spesso i postumi sono disturbi della memoria e in effetti dalle risonanze che abbiamo effettuato la gran parte dei pazienti presenta zone di degenerazione a livello del lobo frontale. C’è la nutrizionista, perché il post Covid colpisce a livello gastrointestinale, uno dei primi e più frequenti sintomi che si presenta per diversi giorni è la diarrea, che debilita in maniera significativa. La nutrizionista li “rimette in piedi” e li segue per la prevenzione di patologie cardiovascolari: si parla di pazienti che hanno avuto situazioni acute, si tratta di evitare di renderli soggetti vulnerabili in futuro». 

Chi sono i vostri pazienti?

«Più del 90% sono soggetti non vaccinati, i sintomi post Covid possono presentarsi a distanza di molto tempo, anche oltre un anno. La polmonite interstiziale bilaterale dei pazienti gravi può determinare un’insufficienza respiratoria sub-acuta prima e cronica dopo, il che costituisce un grosso limite a chi deve riprendere una qualunque attività lavorativa, per cui il recupero respiratorio è uno dei nostri primi obiettivi. E non è un problema di saturazione, come si crede: in realtà si dovrebbe fare a tutti l’emogasanalisi per capire esattamente quant’è la reale ossigenazione dei globuli rossi. Chi arriva qui è soprattutto over 50, i ragazzi sono per la gran parte paucisintomatici, ma anche se non lo fossero recuperano in fretta, solo in qualche caso con predisposizioni genetiche chi si fa le miocarditi potrebbe andare verso evoluzioni dilatative gravi. La vaccinazione è da fare – ribadisce Giuseppe Arcidiacono – perché a tutt’oggi tutti i ricoverati gravi sono soggetti non vaccinati. E i nostri pazienti in riabilitazione possono essere i maggiori promotori di una vaccinazione che in Sicilia ancora stenta a partire, ma perché le persone non parlano con i medici di base e invece leggono i social o si affidano a “dottor  Google” senza capire esattamente cosa stanno leggendo».

 

Una patologia diversa

È stata un’esigenza aprire, già da gennaio, l’ambulatorio post Covid all’interno del reparto Pneumologia al Garibaldi centro, diretto da Rosario Oliveri. E sono ormai circa quattrocento i pazienti seguiti, ai quali aggiungere le urgenze.

«La patologia – spiega la pneumologa Giusi Biondi – non si esaurisce dopo il ricovero e il tampone negativo, ma va avanti. Abbiamo creato l’ambulatorio, aperto al mattino, per monitorare il paziente e non solo dal punto di vista respiratorio, perché la patologia Covid provoca problemi polmonari, cardiaci, encefalici, metabolici, psicologici ed epatorenali. Siamo di fronte ad una nuova patologia, sono da valutare le conseguenze dell’infezione sul corpo, sulla mente, ciò che è reversibile, ma anche in alcuni casi irreversibile». 

Quanto può durare la cura? 

«È una malattia diversa rispetto ad altre – precisa Federico Rapisarda – nessuno di noi sa ancora quali aspetti resteranno per sempre. Con il Covid si parla di morire o guarire, ma in questo caso guarire non significa che non rimangano dei reliquati, e non solo polmonari: molti pazienti riferiscono annebbiamento mentale anche dopo un anno, oppure astenia, stanchezza, debolezza muscolare, che persiste anche in persone giovani».

Qual è il target dei pazienti dell’ambulatorio post Covid? 

«Di quelli che hanno già avuto la malattia – precisa Biondi – erano tutti non vaccinati, sia nella prima parte dell’anno quando la vaccinazione non era così diffusa, ma anche adesso, malgrado ci sia il vaccino disponibile. L’età va in genere dai 40 ai 70 anni, ma ci sono anche casi di soggetti più giovani. In questo momento non esisterebbero reparti Covid se tutti fossimo vaccinati. Ci sono 40enni con forme gravissime che riusciamo a salvare appena dalla Rianimazione, quindi non è vero che i giovani hanno forme lievi e non è detto che guariranno senza avere reliquati per tutta la vita in fibrosi polmonari. Quindi tutti si devono vaccinare».

Non si rischia così di trascurare i pazienti non Covid? 

«È uno dei problemi – conferma Oliveri – Noi abbiamo continuato la nostra attività assicurando l’assistenza ai malati con maggior impegno di tipo clinico e con necessità di valutazioni pre operatorie. Ora non possiamo accogliere malati con patologie respiratorie non Covid, che vengono collocati in altri reparti, ma che non hanno certo le nostre peculiarità. Chi non si vaccina dovrebbe avere uno spirito civico e pensare al fatto di aiutare le persone che hanno malattie croniche e non sono trattabili».

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Di più su questi argomenti: