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Covid-19

Carlo d'Inghilterra di nuovo col Covid: ha visto la regina da recente

Allarme in casa Windsor, "ma Elisabetta non ha alcun sintomo"

Di Redazione

Nuovo allarme in casa Windsor. Il principe Carlo, eterno erede al trono britannico, è risultato oggi positivo per la seconda volta al Covid in due anni, investito dalla contagiosità d’una variante, Omicron, che sembra voler ora prendere di mira in particolare le case reali d’Europa: avendo infettato già ieri, seppur con sintomi definiti "lievi», sia il re di Spagna Felipe IV, 54 anni, sia l’81enne Margarethe II di Danimarca. Mentre ad aggravare le preoccupazioni c'è la conferma di un incontro «recente» avuto da Carlo con la quasi 96enne regina Elisabetta, che peraltro fonti di palazzo assicurano al momento non manifestare alcun sintomo. 

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La notizia è stata annunciata da uno scarno testo pubblicato sul profilo Twitter di Clarence House, residenza ufficiale del principe di Galles. Senza dettagli, salvo il riferimento al "profondo dispiacere di Sua Altezza Reale» per il fatto di aver dovuto rinunciare in extremis ad una visita prevista in mattinata a Winchester; e alla sua determinazione a riprogrammare comunque l’evento «al più presto possibile». Più tardi l’entourage ha puntualizzato in forma ufficiosa che il contagio - reso noto ad appena 12 minuti dall’orario fissato per l'arrivo dell’erede a Winchester, dove egli avrebbe dovuto inaugurare come gesto di tolleranza e riparazione un monumento in onore di un prestatore di denaro ebreo ucciso nell’Inghilterra antisemita di fine 1200 - è stato rilevato da un tampone cautelare di routine. Quindi, apparentemente, non in seguito a sintomi significativi. Mentre ha notato come la consorte Camilla, duchessa di Cornovaglia, sia risultata da parte sua negativa, tanto da presenziare senza problemi a un altro appuntamento ufficiale in agenda nelle stesse ore a Londra. 

Resta tuttavia il fatto che Carlo, 73 anni - vaccinato tre volte al pari della 74enne Camilla - si ritrovi sotto l’ombra del Covid-19 dopo il contagio sintomatico non grave patito nella primavera del 2020, a inizio pandemia, quando a dominare la scena era ancora la variante Alfa. Costretto di nuovo all’autoisolamento a non più di un paio di settimane dalla scadenza del 24 febbraio anticipata dal primo ministro Boris Johnson per la possibile abolizione pure di questo obbligo in Inghilterra: sullo sfondo di un’infezione che si spera stia passando sull'isola dalla fase pandemica a quella endemica, visto il calo costante di ricoveri negli ospedali, ma che continua a riguardare milioni di persone nel Regno come nel mondo. 
 Ad inquietare ci sono inoltre gli inevitabili timori per Elisabetta II: che stando alle soffiate di corte «non manifesta sintomi» di sorta, ad oggi, ma che ha visto in effetti il figlio primogenito faccia a faccia «di recente», due giorni fa secondo la Bbc. Dopo che il 6 febbraio, dando il via al Giubileo di Platino dei suoi 70 anni di regno, lo aveva evocato a mò di re in pectore esplicitando il proprio placet all’incoronazione futura di Camilla quale «regina consorte». 

E questo senza contare l’allerta legata alla partecipazione del principe meno di 24 prima a un galà ospitato dal British Museum di Londra in onore della comunità britannica di origine asiatica, con decine di persone presenti. Ricevimento durante il quale è stato mostrato fra l’altro a stretto contatto con due big del governo Tory di radici familiari indiane: la ministra dell’Interno, Priti Patel, e il cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, accreditato come uno dei pretendenti di punta alla successione di Johnson laddove lo scandalo Partygate sui ritrovi organizzati a Downing Street in barba alle restrizioni Covid del 2020 e 2021 dovesse travolgere definitivamente il premier. 
 

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