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Covid-19

Catania, il commissario Covid: «Troppi positivi in ospedale, molti potevano essere curati a casa»

Liberti oggi incontra i medici di famiglia per trovare un accordo sul tracciamento: «L’obiettivo è evitare che anche gli asintomatici finiscano in ospedale perché senza interlocutori sanitari»

Di Giuseppe Bonaccorsi

Dottore Liberti la Regione ha deliberato di aumentare i posti letto per Catania di almeno 150 posti. Avete già un piano di intervento?

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«Allora il Cannizzaro passerà da 60  a 90 posti- rsiponde il commissario per l'emergenza Covid dell'Asp di Catania -  il Policlinico-San Marco che già aveva aumentato i letti , arriverà sino a 140 letti dai cento attuali. Al Garibaldi si passerà a 100 posti dai 60 di oggi  e l’Asp passerà da 28 a 58 letti».

Stiamo parlando sempre di posti letto per acuti?

«Esattamente, letti a media e alta intensità di cure, perché come ho avuto già modo di dire nelle rianimazioni non siamo ancora in emergenza».

Cosa pensa dell’attuale situazione negli ospedali?

«So bene qual è la situazione, ma ripeto il 50% dei malati Covid non sono in ospedale per il virus, ma con il virus e forse qualcuno di questi sarebbe potuto rimanere a casa...».

Se funzionasse il tracciamento... A proposito visto il caos i medici di famiglia sono o non sono in prima linea quantomeno per i tracciamenti?

«Proprio questa mattina mi vedrò per i rappresentanti sindacali dei medici di Medicina generale. Il loro apporto sarebbe fondamentale quantomeno per il tracciamento e per segnalare i casi che maggiormente hanno bisogno di attenzioni...».

Quindi lei sta ammettendo che c’è ancora qualcosa che non quadra con la medicina territoriale...

«E’ in corso un protocollo d’intesa tra assessorato e medici di Medicina generale. Molte di queste persone al momento in attesa nei pronto soccorso  non dovrebbe  essere lì, ma se nessuno li calcola cosa  dovrebbero fare e dove andare? Insomma gli  asintomatici anche se positivi non devono andare in ospedale, ma essere seguiti dal proprio medico che dovrebbe fare il tracciamento. Le Usca non possono occuparsi di migliaia di malati a casa, ma dovrebbero essere avvisati, magari dal medico di famiglia, qualora ci sia un caso anomalo e quindi a rischio di aggravarsi. Lei sa quante telefonate arrivano al nostro call center? 40 mila  al giorno., Un numero da struttura nazionale. E  quando nessuno risponde, il malato senza riferimenti che fa? Va in ospedale». 

Ok, ma c’è sempre il problema: a parte malati per o con Covid, i posti letto non bastano più. Non crede che bisognava pensarci per tempo? 

«Nessuno si aspettava che in pochi giorni si passasse da 3500 contagiati in due settimane a 15mila...E poi non è vero che i letti non ci sono. Ogni malato ha sempre avuto il suo letto».

A noi sembra che i calcoli statistici sul numero dei possibili ricoveri giornalieri, da mettere in correlazione col dato dei positivi giornalieri non hanno funzionato...

«Noi abbiamo fatto tutti i calcoli.  Non era prevista questa affluenza di malati che arrivano negli ospedali per altre patologie e poi risultavano contagiati. Inoltre  per assistere  gli  ammalati Covid non gravi,  che potrebbero restare a casa, si sta cercando di fare un protocollo d’intesa tra l’assessorato e i camici di Medicina generale».

Senta, allo stato attuale, molti pazienti cronici preferiscono non andare in ospedale. E ieri un primario ha lanciato anche l’allarme per la carenza di postazioni di ossigeno rspettyo ai numero dei casi,.

«Non c’è mancanza di ossigeno negli ospedali e tutti sono stati assistiti. Comunque bisogna essere equilibrati nella comunicazione...».

A noi sembra che il tappo è saltato e anche i medici non ce la fanno più...

«Comprendo benissimo lo stress e le forti difficoltà dei miei colleghi per una pandemia che dura ormai da anni. Ma se uno non ce la fa più dovrebbe dirlo...».

In merito a quanto sostenuto in una nostra  intervista il l primario di Pneumologia Covid del Cannizzaro, Sandro Distefano, ha fatto pervenire la seguente nota: «Nessuno ha mai sostenuto di pazienti che non abbiano ricevuto le cure appropriate. Pertanto si concorda con la direzione aziendale. Si è detto e si ribadisce che il gran numero di pazienti giunti nel Ps negli ultimi giorni, qualora dovesse aumentare ulteriormente, supererebbe il numero di postazioni provviste di erogatori di ossigeno. Siamo lieti di apprendere che l’assessorato regionale ha stabilito un incremento dei posti letto nelle aziende in modo tale da svuotare i Ps evitando gli inconvenienti paventati».
 

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