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Covid-19

Catania, grave neonato contagiato: è sottoposto alla ventilazione extracorporea (Ecmo)

Ricoverato nel reparto di Pediatria Covid del San Marco: ha solo due mesi 

Di Giuseppe Bonaccorsi

Le condizioni di salute di un neonato fragile di soli due mesi stanno tenendo in apprensione - oltre che la sua famiglia - tutto lo staff della Pediatria Covid dell’ospedale San Marco di Librino, che è già alle prese con l’epidemia virale che da oltre un mese ha preso di mira anche le fasce di età dei più piccoli. Il bimbo, un soggetto fragile nato prematuro, in queste ore sarà trasferito dalla rianimazione pediatrica in una sala monitorata e sottoposto ad Ecmo da personale altamente specializzato. Con la respirazione extracorporea, i medici si augurano con una terapia mirata di far riprendere a funzionare i suoi piccoli polmoni aggrediti dal Covid. L’Ecmo, come negli adulti, è l’ultimo stadio della terapia anti Covid e viene decisa quando tutte le cure precedenti non hanno sortito gli effetti sperati. Insomma l’ultima speranza... «Purtroppo - spiega il primario del reparto, Raffaele Falsaperla - non possiamo fare altro che monitorare il bimbo in Ecmo. Abbiamo finora fatto tutto quello che era possibile fare...».

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Sotto i cinque anni di età i bambini non possono essere vaccinati. I  genitori cosa devono fare?
«Intanto va detto che tutti i bambini al di sopra dei cinque anni andrebbero vaccinati. Ma molti genitori non vogliono immunizzarli e sbagliano. Detto questo per i bimbi ad di sotto di questa fascia di età l’imperativo categorico è massima cautela. Va detto che nei minori che vengono colpiti da Covid, nella maggior parte dei casi, il decorso è per certi versi simile a quello di un’influenza, ma ci sono casi, che non è possibile prevedere, in cui un bimbo, (soprattutto in  quelli fragili),  può presentare sintomi molto più gravi che alla fine  richiedono il ricorso alla rianimazione».

Avete altri minori gravi in reparto oltre a questo neonato?
«Non abbiamo pazienti molto gravi, ma sono tutti  bimbi che devono essere ospedalizzati».

Avete il reparto pieno?
«Al momento non abbiamo un posto libero. Abbiamo 15 letti tutti occupati. Ce ne sono comunque altri 4 in un’area separata del pronto soccorso pediatrico».

Che consiglio dare ai genitori?
«Soprattutto di fare la massima attenzione con i bambini molto piccoli, come il caso del neonato in Ecmo, che hanno  fattori di rischio, Questi piccoli pazienti devono essere sempre tutelati. Anche tutte le persone che gli stanno intorno dovrebbero  essere vaccinate. Ora il problema è la resistenza di alcuni genitori a vaccinarsi e il problema è causato da svariati fattori: in primis queste persone hanno  il rifiuto del vaccino. Secondo hanno una   sconoscenza dei benefici dei vaccini non soltanto su di loro ma soprattutto  sui loro figli piccoli che non possono vaccinarsi. Inoltre talvolta queste persone si affidano persino al parere dei vicini di casa che sconsigliano il vaccino... Noi dobbiamo invece far capire a  questi genitori che se non si vaccinano tutti i bambini fragili sono vulnerabili al virus e sono a rischio di complicanze talvolta anche gravi come nel caso di questo neonato  in Ecmo. A volte quando si troviamo di fronte a questi bimbetti  contagiati  ci rendiamo conto che il problema sono i grandi, non i bambini. Sono i grandi che trascinano piccoli in questo turbinio».

I genitori di questo bimbo  non sono vaccinati?
«Non sono io che devo dare questa notizia. Per noi adesso l’unico obiettivo è salvare questo bimbo ed è quello che ovviamente faremo sino alla fine».
 Un mese fa a parlare di vaccini per i bimbi è intervenuto  il prof. Bruno Cacopardo, primario al Garibaldi Nesima. Il prof. ha detto che talvolta i bimbi contagiati, quando guariscono dal virus vengono colpiti dal long Covid, una patologia multipla che può sfociare anche in patologie cardiache.

 

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