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Covid-19

Covid, anche a Catania aumentano i bambini ricoverati: cosa sta succedendo

Oggi il maggior numero dei casi giornalieri riguarda gli under 12, sempre di più le scuole in quarantena: ma c'è una spiegazione

Di Giuseppe Bonaccorsi

Fino a qualche giorno fa in pediatria Covid c’era solo un bambino ricoverato. Adesso negli ultimi giorni i ricoveri sono saliti a cinque. Inoltre c’è ancora in ostetricia una donna incinta e in passato si sono registrati numerosi casi di donne in gravidanza e qualcuna, una 31enne di Pachino, è morta dopo 25 giorni di lotta  contro la malattia nell’Ecmo della rianimazione del Policlinico.

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Ma cosa sta accadendo? Fin dall’inizio della pandemia gli esperti avevano sostenuto che i bambini presentavano nella quasi totalità una immunità al Covid, salvo delle eccezioni. Ma allora perché questo aumento di bambini ricoverati? E’ cambiato qualcosa? «E’ principalmente tutta una questione di percentuali - spiega il commissario Covid, Pino Liberti -.. Prima i bambini si contagiavano molto meno ed era raro avere minori in degenza. Ora invece, la maggior parte dei nuovi contagi giornalieri è formata da giovani e giovanissimi e alla fine una minuscola parte di questi finisce in ospedale».

Ma ci faccia capire. Prima a contagiarsi e finire in ospedale erano principalmente le persone fragili e quelle avanti nell’età. Adesso invece ci sono anche  i bambini. C’è una spiegazione?

«Certo. Adesso la fascia di età più a rischio di degenza - gli over 60 -  è nella maggior parte dei casi vaccinata, anche con la terza dose. Quindi la fascia scoperta al Covid è quella dei bambini oltre che quella dei no vax. Inoltre abbiamo molte scuole in quarantena per un aumento di casi. Sinceramente non sappiamo in che condizioni sono i minori ricoverati, ma teniamo presente che magari i genitori sapendo che il loro figlio ha il Covid e ha la febbre alta lo hanno portato in ospedale per precauzione».

La verità, però, è che prima questi ricoveri erano molto sporadici, ora sembrano in aumento... Allora non è che il Covid adesso si sta rivolgendo sui bambini?

«Posso soltanto dire che la principale incidenza del virus è prevalentemente su questa fascia di età».

Il Covid trova una barriera nei vaccinati e dilaga tra i non vaccinati, compresi  bambini?

«E’ possibile. Ora è vero che qualche vaccinato adulto può finire in ospedale, ma per la maggior parte dei casi in ospedale ci sono non vaccinati e purtroppo anche dei bambini».

Allora secondo lei bisogna prendere in considerazione anche la vaccinazione massiccia dei più piccoli?. E si può stare tranquilli?

«Ma certo che i bambini vanno vaccinati. Noi ancora non conosciamo esattamente gli effetti del Covid. I no vax si preoccupano degli effetti del vaccino tra 10 e 20 anni Ma noi non sappiamo nulla degli effetti e  i danni che il virus  porta a lungo termine, e non soltanto nei malati ricoverati, ma anche solo nei contagiati. I disturbi neurologici che stiamo osservando sui contagiati, anche cefalee perdita di memoria...e pure  una marginale riduzione della massa cerebrale in taluni casi, si verificano nei non vaccinati. Per questo noi insistiamo anche nel vaccinare gli under 12».

Dottore inutile girarci. Il Covid non trovando dove sopravvivere si rivolge anche ai più piccoli?

«Sta avvenendo. Tra vaccinati il virus non circola e se circola spesso non dà neanche sintomatologia. Ma tra i giovani invece circola diffusamente e dà anche sintomi. Certo i bambini sono più resistenti. Ma vorrei che si volgesse lo sguardo non soltanto in Italia, ma anche nel mondo. Non è la prima volta che si sente di casi di bambini o ricoverati in rianimazione o deceduti per il Covid. Mi risulta che anche in Italia negli ultimi giorni a ci sono alcuni minori in rianimazione.  E quando un solo bambino muore per il Covid essendoci già un vaccino è una sconfitta per tutti. E poi c’è da registrare che purtroppo cominciano anche ad affollare i reparti a loro dedicati. E un bambino ricoverato  non è come un cinquantenne in corsia. C’è bisogno di continua assistenza, supporto psicologico e i genitori vicini».

C’è ormai la certezza che in casi rari il vaccino può provocare forme di miocardite.  In un bimbo  o in un ragazzino  non c’è certo da stare allegri...

«Sì qualche caso c’è stato, ma sono miocarditi lievi che regrediscono in poco tempo. Diversa è la miocardite  o l’endocardite provocate dal Covid. Quindi io sono pienamente convinto che il beneficio dei vaccini supera ogni remora e ogni resistenza. E questo vale anche per i più piccoli».

Per le scuole come vi state comportando?

«C’è stata una confusione di circolari ministeriali in contrasto tra loro. Adesso l’ultima dice che un minore contagiato a scuola non quarantena tutta la classe ma si fanno i tamponi. Insomma tutta questa confusione disorienta  gli insegnanti, i sindaci e anche noi».

Senta le prime dosi sono sempre in aumento?

«Da quasi  una settimana   ormai siamo nell’ordine del migliaio di somministrazioni  giornaliere».

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