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Covid-19

Covid, è morto il colonnello dei carabinieri Salvatore Gagliano

Di Redazione

E’ morto a causa delle complicanze di una polmonite da Covid ,il colonnello Salvatore Gagliano, Capo di Stato Maggiore presso il Comando Interregionale Carabinieri “Culqualber” di Messina. Aveva 58 anni. I militari dell’Arma hanno espresso il loro cordoglio alla compagna, ai tre figli di 27, 26 e 24 anni ed ai familiari tutti,

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Il militare, entrato nell’Arma nel 1984, ha svolto nella propria carriera numerosi incarichi, dalla Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias allo Squadrone Cacciatori Calabria, dal comando del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria a quello della compagnia di Lucera e Bari Centro e successivamente del Reparto Operativo di Bari al Reparto Operativo di Lecce, per poi assumere il comando del provinciale carabinieri di Ragusa e Crotone, della Scuola Allievi di Reggio Calabria e infine l’attuale incarico presso il comando interregionale Culqualber a Messina. 

«Una persona animata da un profondo ed esemplare senso del dovere, da una indiscussa professionalità e da una costante disponibilità, legato ai valori, alla famiglia, all’Arma - ha detto il comandante generale dell'Arma, Teo Luzi - Un militare che ha servito, con umiltà, ogni giorno il suo Paese per oltre 35 anni, finché oggi il virus lo ha portato via. I colleghi tutti non dimenticheranno l’amicizia, l’impegno e la dedizione del colonnello Salvatore Gagliano».

Anche il Sim (sindacato italiano militari) dei carabinieri ha voluto esprimere il suo cordoglio per la grave perdita: «Non sappiamo mai quando arriva il nostro momento e nessuno vuole pensarci e parlarne, ma inevitabilmente giunge! - è scritto in una nota - Dopo una vita trascorsa a studiare, lavorare e combattere per un 'credò quello della legalità e sicurezza dei cittadini, il Colonnello dei Carabinieri Salvo Gagliano ha deposto le armi della vita!».

«Se è pur vero che ognuno di noi insegna qualcosa lungo il percorso della propria esistenza terrena, il col. Gagliano ci ha insegnato che il Carabiniere lo desiderava preparato, addestratissimo fisicamente con la difesa personale e con l’uso degli strumenti aggiornati. Questo lutto - rilevano i membri della segreteria nazionale del sindacato dei carabinieri - lascia e lascerà un grande ed incolmabile vuoto nel cuore di tutti coloro che hanno potuto e avuto il privilegio di operare con lui! Ha saputo coniugare, la capacità del comando con la coscienza dell’uomo sensibile. Che il suo ricordo -conclude il Sim- accompagni tutti i Carabinieri nella fatica quotidiana delle proprie responsabilità». 
 

 

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