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Covid-19

Covid, ecco la road map verso la "normalità" (ma il green pass resta ancora)

La curva dei contagi sta scendendo rapidamente e la quarta ondata (si spera) sembrerebbe alle spalle. Tutte le date che dobbiamo sapere

Di Lorenzo Attianese

Tra una settimana riapriranno le discoteche e in zona bianca cadrà l’obbligo di mascherine all’aperto mentre, per le altre fasce, la questione potrebbe essere affrontata a breve.

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Nonostante i primi segnali di normalità per il Paese, il super Green pass - senza scadenza per chi avrà fatto la dose booster - resterà ancora per diversi mesi e probabilmente anche quelli estivi. Tra gli esperti c'è cautela, anche se - spiega lo stesso coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli - «ci stiamo avviando verso una situazione marcatamente favorevole».

Di fronte al rischio di nuove varianti, il suggerimento sarebbe quello di mantenere l'attuale sistema di restrizioni per i non vaccinati oltre il 15 giugno prossimo, data in cui (solo per il momento) è prevista la scadenza dell’obbligo della dose per gli over 50.

Questi provvedimenti non dovrebbero quindi essere cancellati, nonostante il possibile termine dello stato di emergenza (l'ipotesi prevalente è di non prorogarlo dopo il 31 marzo). Anzi, saranno gli ultimi ad essere eliminati. 

Sul tavolo però ci sono ancora una serie di questioni da chiarire, alla luce delle ultime modifiche al sistema della sorveglianza sanitaria a scuola. L’ultimo accordo in Cdm prevede infatti una riduzione della quarantena a scuola da dieci a cinque giorni per i ragazzi non vaccinati: un provvedimento diverso rispetto a quanto si legge nella circolare ministeriale del 31 dicembre scorso, secondo cui chi non ha alcuna dose dovrebbe restare in autoisolamento per dieci giorni. 

Anche l’obbligo delle mascherine all’aperto in altre zone oltre a quella bianca (in quest’ultimo caso il provvedimento scade l’11 febbraio) è una questione che sarà presa in considerazione a breve. Se la corsa del virus continuerà a rallentare, «tra qualche settimana potremmo affrontare anche la tematica delle mascherine.

Si vedrà in funzione dei numeri, ma la fine di febbraio è una possibilità. Vediamo l’evoluzione della curva epidemica nel Paese - annuncia Locatelli - e in base a quello si potrebbe si deciderà se anticipare o posticipare».

La prossima data da tenere in considerazione è il 15 febbraio, quando tutti i lavoratori che hanno compiuto i 50 anni dovranno esibire al lavoro il Super Green pass, che si ottiene con il vaccino o con la guarigione dal Covid: chi non lo farà non riceverà lo stipendio ma conserverà il posto di lavoro. Inoltre l’accesso ai luoghi di lavoro senza certificato che attesti vaccino o guarigione è vietato e chi non rispetta il divieto subirà una sanzione amministrativa tra 600 e 1.500 euro. 

In arrivo ci sono anche però novità per chi non potrà vaccinarsi. ll Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di Dpcm che introduce la digitalizzazione delle certificazioni di esenzione dalla vaccinazione anti-Covid. Il documento da esporre anche con il proprio cellulare riporterà gli stessi dati e avrà lo stesso aspetto del Qr code previsto per il Green Pass, tutelando la privacy di chi lo esibisce. 

La campagna vaccinale intanto va avanti, puntando soprattutto sui più piccoli, dove - tra i 5 e gli 11 anni - ancora il 66% è senza alcuna dose. Considerando solo gli over 12, la percentuale di almeno parzialmente protetti è del 90,84% mentre l’87,89% ha una totale copertura. Resta la fascia sotto i cinque anni, per la quale il vaccino potrebbe essere disponibile dall’inizio della primavera.

Nelle prossime ore partirà invece la distribuzione alle regioni e alle province autonome dei primi 11.200 trattamenti dell’antivirale Paxlovid, la pillola anti Covid di Pfizer, dopo la firma del contratto tra la struttura del Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo e la casa farmaceutica americana. Il contratto prevede la fornitura di complessivi 600 mila trattamenti nel corso del 2022, i quali verranno progressivamente distribuiti alle Regioni, non appena disponibili, secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dell’Aifa. 

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