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Covid-19

Covid, il virus in Sicilia "frena" in otto province, ma in una la curva non scende

Nella stragrande maggioranza del territorio dell'Isola il picco è stato raggiunto o ci siamo già e la curva tende a scendered

Di Redazione

La salita della curva dei contagi Covid in Italia sembra essersi arrestata anche se fare previsioni è difficile. Sul territorio infatti i casi presentano una estrema eterogeneità, con fasi diverse nelle province italiane che dopo aver raggiunto il picco mostrano un andamento sali e scendi ma anche situazioni di stasi e in alcuni casi di frenata della discesa, o crescita dove il picco non è stato raggiunto. 
 «Ora abbiamo una stabilizzazione poi caleranno i contagi e calerà anche il numero dei ricoverati e quello dei decessi. Questo fa parte della normale curva di appiattimento all’inizio e discesa successiva. Stiamo raggiungendo il plateau, il che significa che avremo ancora dei contagi alti per qualche giorno poi inizieranno a scendere come nel Regno Unito», spiega il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri ospite di "Domenica In", ricordando l’importanza di fare la terza dose che «protegge al 67% dal rischio di infezione, chi è vaccinato ha 39 volte in meno il rischio di andare in terapia intensiva e 33 volte in meno di morire rispetto a chi non è vaccinato». E rispondendo a una domanda Sileri ha detto: «Pensammo che fosse finita? Sì, forse dopo la seconda ondata pensavamo di tenere lontano il virus». 

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La mappa dell’andamento del Covid in Italia, come emerge dalle analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo M.Picone, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), risulta che hanno oltrepassato il picco e sono in decrescita 16 province; sono in decrescita frenata altre 17 province che hanno oltrepassato il picco; dopo avere oltrepassato il picco e avere avuto una discesa frenata, sono in una fase di stasi 17 province e altre 11 che, dopo una frenata della crescita, hanno raggiunto un plateau. Inoltre sono 12 le province che non hanno raggiunto il picco e sono in aumento mentre 25 sono in crescita frenata. Sorvegliate speciali invece 7 province che dopo aver oltrepassato il picco e aver avuto una discesa frenata vedono la curva in risalita (Potenza, Viterbo, Messina, Perugia), in crescita la provincia di Roma dopo aver raggiunto un plateau e in crescita debole le province di Reggio Emilia e Frosinone. 

Una variabilità che rende difficile fare scenari anche se, dice Giovanni Corrao, professore di Statistica Medica dell’Università di Milano-Bicocca «tutto fa pensare che da febbraio-marzo avremo numeri meno preoccupanti di adesso, ma questo non significa che stiamo fuori dall’epidemia». E per quanto riguarda i decessi, rispetto all’ondata precedente, "grazie alla campagna vaccinale dovrebbero diminuire più velocemente». 

La media giornaliera di chi non ha superato il Covid ha raggiunto quasi 350 «ma si tratta di contagi relativi a circa 3 settimane fa», spiega il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta che, a proposito di contagi sottolinea la «fase di elevata circolazione del virus con oltre 2,7 milioni di positivi e una media di circa 180mila nuovi casi al giorno che rimangono ormai stabili da circa una settimana». Nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino quotidiano del ministero della Salute, che risente del calo sulle segnalazioni nella giornata festiva, sono 138.860 i nuovi contagi contro i 171.263 del giorno precedente. Le vittime sono invece 227, mentre ieri erano state 333. E sul conteggio dei decessi Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova chiede di rivedere la modalità di conteggio togliendo gli asintomatici deceduti per altre patologie. 

Infine un appello «a spingere il più possibile con la terza dose perché protegge perfettamente dalla malattia medio grave e grave», dice l’immunologo clinico, Francesco Le Foche. Intanto da Israele il ministero della Sanità citato dai media fa sapere che la quarta dose di vaccino per le persone over 60 offre una protezione tripla contro malattie gravi e una protezione doppia contro le infezioni nell’ondata guidata dalla variante Omicron.

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