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Covid-19

Covid, in aumento i focolai nella Sicilia centro orientale: le raccomandazioni del Cts

Secondo gli esperti del Comitato scientifico bisogna spingere sul tracciamento e sulle terze dosi

Di Redazione

Più terze dosi di vaccino anti Covid e potenziamento del tracciamento. Sono questi i due binari su cui la Sicilia potrebbe riaggiornare i criteri di rischio e valutare eventuali nuove misure da adottare sui territori per contenere l’impennata dei contagi trainata dalla variante Omicron. I due temi sono stati sul tavolo del Cts regionale riunito oggi pomeriggio dall’assessore alla Salute Ruggero Razza. Un momento di discussione che al momento non ha portato a nuove indicazioni sulle misure da adottare. Il Comitato tornerà a riunirsi nei prossimi giorni, probabilmente giovedì 30 gennaio, dopo aver ascoltato le indicazioni del Cts nazionale convocato per domani.  

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«L'incidenza cumulativa in Sicilia, con oltre 11mila casi ad oggi, si avvicina ai 250/100.000 abitanti con un rapido incremento nell’ultima settimana in tutte le province ed un particolare interessamento nell’area centro-orientale dell'Isola - si legge in un comunicato del Cts - Per quanto riguarda i tassi d’incidenza la Sicilia è al di sotto della media nazionale ma nel periodo tra il 20 ed il 26 dicembre è ancora aumentato il numero dei focolai (sono 3.649 rispetto ai 2.726 della scorsa settimana) e quello dei nuovi casi non associati a catene di trasmissione già note (5.477 rispetto ai 3.151 della settimana precedente). Questo ultimo dato evidenzia la necessità di rafforzare le capacità di tracciamento dei casi e dei contatti nel ricostruire le catene di contagio».

Per quanto riguarda le vaccinazioni, sottolineano dal Cts, l’estensione della campagna «ha determinato una maggiore protezione verso l’ospedalizzazione rispetto al passato». «Una più elevata copertura vaccinale, in tutte le fasce di età - sottolineano gli esperti - il completamento dei cicli di vaccinazione ed il ricorso alla terza dose, che consente il mantenimento di una elevata risposta immunitaria, rappresentano strumenti necessari a contenere l’impatto dell’epidemia anche sostenuta da varianti emergenti». 

 

 

Il Comitato, come raccomandato dal Dasoe, ha inoltre confermato «che nell’individuazione di zone a maggiore rischio di diffusione del contagio, dovranno essere tenute in considerazione oltre che l'incidenza e la copertura vaccinale con seconda dose, anche il mancato raggiungimento di adeguati standard di copertura nella platea degli aventi diritto alla dose booster (persone con oltre 5 mesi dalla somministrazione dell’ultima dose)».

In Sicilia l’82% degli over 12 ha completato il ciclo primario di vaccinazione, mentre la media di copertura degli over 60 eleggibili alla terza dose è di poco superiore al 49%. «Pertanto - conclude la nota - le indicazioni ricevute ieri dall’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, e fatte proprie dai dipartimenti dell’assessorato, si confermano sinergiche nel mettere al primo posto il potenziamento del tracciamento nel territorio, nonché la sensibilizzazione delle comunità locali verso il completamento dei cicli di vaccinazione e l’intensificazione del ricorso alle terze dosi, considerati strumenti indispensabili al contenimento della circolazione virale».

 

 

Il problema del tracciamento è stata stigmatizzato questa mattina dallo stesso governatore Nello Musumeci secono il quale «negli ultimi mesi c'è stata l'impossibilità di potere effettuare un lavoro serio, razionale e attendibile visto che la moltiplicazione dei contagi cosi vertiginosa ha reso di fatto impossibile il tracciamento, soprattutto adesso».

Ma secondo il Cts è il momento di compiere uno sforzo. E Musumeci ha detto che la Regione vuole «rivedere la distribuzione del personale, aumentare e incentivare i tamponi in drive-in con il reclutamento di alcune centinaia di biologi e destinare maggiore attenzione a chi rimane a casa perché non si senta un recluso dimenticato. Da questo punto di vista - ha spiegato -  bisogna essere attenti a garantire la quarantena essenziale 3-4-5 giorni, soltanto per chi ne ha necessità, 10 giorni sono davvero tanti».

 

 

Il governatore ha anche detto di temere che l'isola possa essere classificata tra qualche giorno, in zona gialla. Da Roma intanto arriva la notizia che sarà inviato domani dalle Regioni un documento indirizzato al Cts che contiene una serie di richieste sulla gestione dell’autoisolamento, in cui si chiede l’azzeramento della quarantena per le persone che hanno copertura vaccinale con terza dose effettuata. 

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