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Covid-19

Covid, niente più colori per le Regioni ed indice Rt in crescita fino a 1,44

Da lunedì l’Italia intanto tornerà ad essere tutta bianca, con la Sardegna ultima a lasciare il giallo

Di Elisabetta Guidobaldi

Aumenta la trasmissibilità, l'incidenza e il tasso di occupazione in area medica per il Covid-19 in Italia, mentre diminuiscono i ricoveri in terapia intensiva. Per la prima volta da ottobre l’indice Rt supera la soglia epidemica dell’unità e si attesta a 1,12 (era lo 0,94). Ma una proiezione dell’Istituto superiore di sanità parla di un Rt a 1,44 a una settimana. Ma da lunedì l’Italia tornerà ad essere tutta bianca, con la Sardegna ultima a lasciare il giallo, e l’addio al meccanismo a "semaforo" per le regioni. 

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Intanto manca meno di una settimana alla fine dello stato di emergenza, il 31 marzo. L’andamento epidemico, con possibilità di aggiornamenti sulle misure, farà capo ad una unità di missione fino al 31 dicembre 2022 che risponderà alla Presidenza del Consiglio e del ministero della Salute. Inoltre, con il dl post emergenza Covid-19 pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi, dal primo aprile si potrà andare al ristorante con il solo Green pass base. Ma dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità arriva ancora l’invito a vaccinari e a fare la dose booster. 

Ma l’invito, come dice Walter Ricciardi, docente di Igiene pubblica alla Cattolica e consulente del ministro della Salute è a non abbassare troppo la guardia per avere «una buona primavera e un’ottima estate. Se invece il messaggio è liberi tutti potremmo avere un’ondata forte tra giugno e luglio». Alcuni Paesi hanno allentato in modo brusco e, riferisce Ricciardi, "stanno tornando indietro. Il primo la Gran Bretagna, ieri ha avuto il record di ospedalizzazioni da gennaio, più di 2mila persone». La Germania registra invece oltre 1.000 morti a settimana e in 24 ore quasi 300mila nuovi contagi. 

In Italia, secondo il monitoraggio Iss-ministero della Salute, l’incidenza settimanale è salita a 848 per 100mila abitanti (18-24 marzo) da 725 della settimana precedente. Sul fronte della pressione sugli ospedali, lieve calo di occupazione in terapia intensiva (4,5% al 24 marzo contro 4,8% del 17 marzo) mentre sale al 13,9% l’occupazione nei reparti ordinari (12,9% la scorsa settimana). Occupazione delle aree mediche non critiche sopra soglia del 15% in 11 Regioni: Abruzzo (20%), Basilicata (25,7%), Calabria (33,8%), Lazio (17,4%), Marche (22,1%), Molise (15,9%), Puglia (20,8%), Sardegna (19,9%), Sicilia (24,3%), Toscana (15,4%), Umbria (30,1%). Nessuna Regione o PA supera invece la soglia di allerta del 10% per l'occupazione delle terapie intensive. La proiezione, spiega il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, «a 30 giorni è di un aumento del fabbisogno di letti per le aree mediche non critiche in alcune regioni». Calo limitato invece per le terapie intensive: in rianimazione, evidenzia Brusaferro, si registra un calo lieve con 447 pazienti da 473 mentre nei ricoveri ordinari da 8.397 del 17 marzo a 9.029 del 24 marzo. «Fortunatamente - afferma il direttore per la prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza - tende a scendere» la congestione in terapia intensiva ma, con una incidenza che sale di settimana in settimana, da 510 di 15 giorni fa agli 848 casi per 100mila abitanti, è necessario fare la dose booster. 

Nelle ultime 24 ore, i dati del bollettino del ministero della Salute indicano una leggera flessione dei nuovi casi, 75.616 in 24 ore (ieri 81.811 e delle vittime (146, ieri 182). «Tanti - dice il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa - perchè ci sono ancora tanti ricoverati nelle terapie intensive». Il tasso di positività è stabile al 15% con poco più di 500mila tamponi antigenici e molecolari mentre gli attualmente positivi salgono di 478 pari a un totale di 1.246.281. Sono 14.229.495 gli italiani contagiati da inizio pandemia, mentre i morti salgono a 158.582. Sul fronte delle cure, i rapporti Aifa parlano di 54.423 pazienti trattati con monoclonali da marzo 2021 con il 16,6% delle prescrizioni in Veneto mentre in 7 giorni sono state prescritte 3.289 pillole antivirali (16.201 da inizio monitoraggio) con continua crescita settimanale. 

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