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Covid-19

Già dall'estate niente restrizioni per i positivi asintomatici: gli scenari per il dopo covid

Il Consiglio dei ministri sta discutendo le norme da introdurre di fronte al calo dei casi in Italia. Gli scienziati sono divisi, ma il sottosegretario Costa: «Bisogna convivere con il virus»

Di Manuela Correra

Un nuovo scenario potrebbe verificarsi entro l’estate, con l’ulteriore miglioramento atteso della curva epidemica: l’eliminazione delle limitazioni oggi previste per coloro che sono positivi al virus Sars-CoV-2 ma asintomatici e che, attualmente, devono osservare un periodo di isolamento.

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Si tratterebbe di un ulteriore passo verso il ritorno alla normalità con la possibilità, per i tanti in questa condizione, di non interrompere le attività lavorative e sociali. È questa la prospettiva indicata dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Un obiettivo da raggiungere anche per il sottosegretario Pierpaolo Sileri, ma gli esperti si dividono e vari evidenziano i rischi che tale decisione comporterebbe. 

Lo stop alle limitazioni è fortemente sostenuto da Costa, anche sulla base dei numeri che vedono attualmente oltre un milione di italiani positivi asintomatici in isolamento a casa. «L'obiettivo che ci poniamo di raggiungere entro l’Estate - spiega all’ANSA - è di non limitare le attività anche se si è positivi asintomatici. Dobbiamo arrivare a convivere col virus. Il traguardo deve essere arrivare a far sì che gli asintomatici possano tornare a fare ogni attività in una situazione di presenza endemica del virus. Per fare ciò è fondamentale proseguire e completare la somministrazione della 3/a dose».

Sulla stessa linea è Sileri, secondo il quale «dovremo arrivare anche all’eventualità che una persona positiva asintomatica possa condurre la sua vita normalmente usando la mascherina Ffp2 per qualche giorno ma senza dover uscire dal mercato del lavoro, dalla socialità e da tutto ciò da cui oggi è tagliata fuori a causa di una semplice positività senza sintomi». Si tratta di una valutazione, ha aggiunto, che «entro poche settimane, sulla base dell’andamento dei dati e delle indicazioni che ci verranno dagli enti internazionali come il Centro europeo per il controllo delle malattie Ecdc, potrà essere fatta. Ma in questa fase di transizione verso l’endemia del virus - ha tuttavia precisato - l’isolamento dei positivi rimane fondamentale».

Una decisione, questa, già presa dal Sudafrica, che non imporrà più l'isolamento alle persone asintomatiche, e verso la quale, ha affermato Sileri, andranno alla fine tutti i Paesi occidentali. Gli esperti però si dividono e diverse sono le loro valutazioni. Concorda con la linea dello stop alle limitazioni il virologo Fabrizio Pregliasco: «Una volta raggiunti tassi di incidenza ancora più bassi, questa è una prospettiva che dovremo prendere in considerazione perchè è l’unica via per affrontare la gestione di un virus che diventerà endemico e con una manifestazione stagionale, ma sarà al contempo necessaria una maggiore responsabilizzazione a livello individuale, a partire dall’uso autoimposto delle mascherine, poichè il rischio di trasmettere l’infezione non si potrà azzerare».

Ad ogni modo, osserva, «è quello che in un contesto di convivenza col virus siamo chiamati a fare». Di parere diverso l’infettivologo Massimo Galli, che definisce tale prospettiva «prematura» ed invita alla cautela, ricordando che gli asintomatici possono comunque infettare e tra loro ci sono anche soggetti "superdiffusori" del virus. Scettico pure l’infettivologo Massimo Andreoni, che indica varie criticità, a partire dal rischio di contagio che la libera circolazione degli asintomatici porrebbe per i soggetti fragili e non vaccinabili, ed il fatto che comunque ciò porterebbe ad una maggiore diffusione del virus col rischio di nuove varianti. 
 

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