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Covid-19

Covid, a Catania tonfo delle prime dosi

Il commissario Liberti: "Ci sono medici che sconsigliano i vaccini. C'è un calo del 20%, rischiamo un autunno caldo"

Di Giuseppe Bonaccorsi

«Ci arriva notizia, per aver direttamente parlato con alcune persone,  che alcuni - per fortuna pochi - medici  avrebbero sconsigliato in queste settimane la vaccinazione ad alcuni propri assistiti. E questo è davvero inconcepibile. Se questa notizia fosse vera sarebbe davvero  una piaga..Fermo restando che ogni caso va ponderato non vorremmo ritrovarci davanti a medici no vax, che per una decisione unilaterale, spingono le persone a non vaccinarsi, producendo così una divulgazione di informazioni errate tra gli altri assistiti che si vedono così legittimati a rifiutare i sieri. Io non voglio certo accusare, né aprire una polemica, ma quello che so è che qualcuno che invita i suoi pazienti a non  vaccinarsi c’è sicuro...». 

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La notizia arriva dal commissario regionale per il Covid, Pino Liberti, che ieri, anche a un convegno tra informazione e Covid che si è svolto a Noto, non ha potuto fare che ammettere che in tutti gli hub, info point, centri vaccinali della provincia c’è un abbattimento nella richiesta di prime dosi che addirittura supera il 20%. «Noi non siamo certo investigatori, ma i casi di medici che ci sono stati sottoposti saranno oggetto di una indagine interna, per capire la reale entità delle vicende». Liberti ha anche aggiunto che così come in altre regioni tutte le aziende sanitarie stanno passando a setaccio i dati, incrociandoli, per capire chi sono i medici che non si sono ancora vaccinati, verso i quali prima sarà fatto un ammonimento immediato a vaccinarsi entro 5 giorni e qualora la loro decisione persista, allora si potrebbe arrivare anche alla sospensione dal lavoro.

Liberti, come in altre occasione, ha comunque ringraziato anche i medici impegnati nelle vaccinazioni, compresi quelli di famiglia che sono scesi in campo per vaccinare. E su questo fronte sembra che il direttore dei Distretti dell’Asp, Franco Luca, starebbe di concerto con la direzione generale, deliberando il pagamento di all’incirca 1 milione e 200 mila euro da dividere tra tutti i medici generici a secondo il numero delle vaccinazioni effettuate che avrebbero, ad esempio, permesso a paesi come Maletto di essere a un passo dalla immunità di gregge del 70%. Nel caso specifico dei medici che sconsigliano, se la notizia dovesse essere appurata i provvedimenti da prendere dovrebbero  essere  altri che solo  l’ammonimento...


Per quanto riguarda i dati il commissario appare sconfortato, spiegando che il  calo delle prenotazioni preoccupa e lascia esterrefatti davanti all’aumento dei contagi e a uno scenario che potrebbe  vedere in autunno la nostra provincia nel vortice di una terza ondata a causa anche e soprattutto di coloro che ancora o per scelta o per strafottenza o paura non si sono vaccinati: «Noi stiamo facendo ancora circa 11mila somministrazioni al giorno - spiega - , ma di queste solo  all’incirca 2mila sono prime dosi, mentre tutto il rimanente riguarda seconde dosi. E’ chiaro che c’è un crollo delle prime vaccinazioni che ci preoccupa e speriamo presto di vedere se ci saranno  risultati positivi dopo il decreto del governo sul green pass e le limitazioni. Altrimenti lo scenario sarà molto serio anche se speriamo che da qui all’autunno si riesca a raggiungere una percentuale di vaccinati con doppia dose che possa far sperare in un periodo relativamente più tranquillo di quello passato».

«Il dato delle vaccinazioni parla all’incirca di un 39-40% di popolazione già vaccinata. Abbiamo fatto complessivamente un milione di vaccinazioni, ma i non vaccinati sono ancora tra il 40 e il 50%.  Sinceramente  non credo che tutta questa gente sia no vax. I no vax sono una parte non preponderante, mentre il resto è formata da     quelli che io chiamo “ni vax”, cioè quelli che ancora non hanno deciso di immunizzarsi “perché  c’è troppo caldo, che mi vaccino a settembre quando arriva il fresco,  che vedo come va e poi decido...” E’ su queste persone che stiamo concentrando la nostra attenzione perché una certa informazione più dettagliata potrebbe incidere. Abbiamo messo in atto tutte le procedure possibili, persino info point nei lidi e adesso a giorni un pullman itinerante. Contiamo di ottenere dei risultati che però già dai numeri non sono ancora  tanto confortanti. Tanto per fare un esempio attualmente nei lidi non superiamo le cento prenotazioni giornaliere e 30, 40 vaccini al giorno nei paesi».


Liberti mette poi in guardia da quello che potrà accadere da qui a qualche mese con la diffusione massiccia anche in Sicilia  della variante Delta. «Purtroppo il dato importante - continua LIberti - è che la variante indiana , che ancora tra noi non è così diffusa, è molto più infettiva. Quindi  anche quella immunità di gregge che noi pensavamo dovesse corrispondere al 70% di popolazione vaccinata non basterà. Purtroppo dovremo arrivare all’incirca al 90% per stare tranquilli. Si tratta di percentuali e numeri che  non potremo coprire  nel volgere di qualche mese. Il guaio è che c’è meno pressione tra la gente a vaccinarsi perché sostengono che il virus adesso sta circolando meno. Anche questo è un dato errato perché come è accaduto in tutta Europa anche in Italia avremo un aumento dei casi e rischiamo di avere un autunno infame...».


 I numeri delle vaccinazioni non lasciano scampo. Da dati dell’Asp sui cittadini  vaccinabili in ogni paese ci sarebbero centri che non raggiungono neanche il 50% di immunizzati. Raddusa è il paese che conta il minor numero di vaccinati, con all’incirca il 16% di persone che hanno ricevuto entrambe le dosi. Segue  Mazzarrone  e S. M. di Ganzaria col 28%. il 31% di immunizzati a Castel di Iudica, il 33% a Maniace. Sono complessivamente 32 i paesi al di sotto del 50%. Primo in assoluto è Maletto col  64% di vaccinati, seguito col 62% da Milo. A Catania i vaccinati sarebbero il 46%.

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